Muore la bimba dimenticata in auto. "Mio marito senza colpe"

1' di lettura

Non ce l'ha fatta la bambina di 22 mesi, lasciata nella macchina per sei ore. I suoi organi saranno donati. Il padre, probabilmente, dovrà affrontare l'accusa di omicidio colposo. La moglie lo difende: "Lei adorava il suo papà e io non lo accuserò mai"

Guarda qui sopra l'intervista della madre che difende il padre

Elena Petrizzi, la bimba di 22 mesi dimenticata il 18 maggio in auto per 5 ore dal padre che era andato al lavoro a Teramo, è morta: la morte cerebrale è stata dichiarata alle 17 del 21 maggio, quella "giuridica" e ufficiale sei ore dopo, alle 23, una volta finito il periodo di osservazione previsto dalla legge.
Le sue condizioni, già gravi all'arrivo al presidio materno-infantile Salesi di Ancona, erano peggiorate nelle ore scorse, alle 13 del 21 maggio, tanto che un elettroencefalogramma a quell'ora era risultato piatto.
I genitori hanno dato il consenso al prelievo degli organi. Donerà il cuore, il fegato e i reni.
I genitori di Elena sono rimasti al suo fianco fino all'ultimo. Il padre, Lucio Petrizzi, docente alla Facoltà di Veterinaria di Teramo, oltre al dolore e al rimorso dovrà affrontare anche l'accusa di omicidio colposo.

La sua compagna Chiara Sciarrini, all'ottavo mese di gravidanza di un'altra bimba, si schiera al suo fianco senza esitazione (guarda l'intervista a SkyTG24 sopra): quello che è successo "può capitare ad ognuno di noi, perché non ci si ferma mai".
E Lucio, "un padre esemplare", che adorava la figlioletta, "non si fermava mai perché si preoccupava di me, della mia gravidanza e della piccola Elena". "Io non ho mai accusato Lucio e mai lo farò - ha detto circondata da alcuni familiari e dai medici del Salesi - perché lui non è colpevole di niente. Elena adorava il suo papà, la sua prima parola è stata 'ba-ba"'.
Un dramma difficile da spiegare e che, come ha provato a illustrare la psicologa Vegetti Finzi a Sky.it, trova spiegazione nell'attività lavorativa che assorbe tutte le energie dei genitori e nei pochi aiuti pubblici alle famiglie.
Proprio sulle tragedie dei bambini dimenticati in auto dai genitori nel 2009 il Washington Post aveva dedicato un'inchiesta, valsa un premio Pulitzer l'anno dopo al giornalista.

Leggi tutto