Bimba lasciata in auto, la mamma: "Mio marito non ha colpe"

1' di lettura

Il drammatico appello della madre di Elena, la bambina di 22 mesi morta dopo essere stata dimenticata per sei ore in macchina a Teramo: "Lei adorava il suo papà e io non lo accuserò mai. Ora lasciateci in pace". VIDEO

Guarda anche:
Il dramma di Teramo e quei genitori sopraffatti dallo stress

"Io non ho mai accusato Lucio e mai lo farò perché lui, e sottolineo questo, non è colpevole di niente". Con queste parole, rilasciate in un’intervista drammatica e commovente a SkyTG24 (nel video in alto), Chiara Sciarrini, la mamma della bambina morta dopo essere stata dimenticata per sei ore in un’auto a Teramo, si rivolge per la prima volta alle telecamere. E lo fa per difendere soprattutto suo marito, Lucio, che quella maledetta mattina avrebbe dovuto accompagnare Elena all’asilo ed era convinto di averlo fatto. "Elena adorava il suo papà e la prima parola di Elena è stata bà bà...", dice la mamma prima di cedere alle lacrime e al dolore. La donna ha voluto poi ringraziare "tutto lo staff medico di Ancona, le psicologhe, l'Associazione Patronesse, lo staff medico di Teramo, i nostri genitori, gli amici e i parenti tutti per il calore e il conforto che ci danno in ogni momento". Poi ha chiesto di "lasciarci tranquilli e rispettare il nostro dolore". 

Elena non ce l'ha fatta nonostante l'intervento neurochirurgico imposto dal pessimo quadro clinico della piccola e la successiva angio-tac: aveva una irreversibile sofferenza cerebrale e l'edema era tanto vasto da non poter essere rimosso. Chiara a quel punto la compromissione del quadro clinico della bimba, in coma dopo essere stata dimenticata dal padre per ore nell'auto infuocata. I genitori hanno deciso di donare gli organi.

Al quinto piano del presidio pediatrico "Salesi" di Ancona la mamma di Elena, in attesa di un altro bimbo che nascerà tra due mesi, però difende il marito. "Non è colpevole di niente - dice - è un padre esemplare. Quello che è successo a lui poteva capitare a chiunque. Doveva pensare a tutto, tutto doveva essere perfetto e io non mi dovevo preoccupare".
Un dramma difficile da spiegare e che, come ha provato a illustrare la psicologa Vegetti Finzi a Sky.it, trova spiegazione nell'attività lavorativa che assorbe tutte le energie dei genitori e nei pochi aiuti pubblici alle famiglie.
Proprio sulle tragedie dei bambini dimenticati in auto dai genitori nel 2009 il Washington Post aveva dedicato un'inchiesta, valsa un premio Pulitzer l'anno dopo al giornalista.

Leggi tutto