Dell'Utri assolto dall'accusa di tentata estorsione

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Il senatore Pdl, già condannato in secondo grado a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa, in questo procedimento era accusato di aver cercato, insieme al boss Vincenzo Virga, di prendere denaro all'ex patron della pallacanestro Trapani

Il senatore del Pdl Marcello Dell'Utri è stato assolto perché il fatto non sussiste nel processo d'Appello a Milano che lo vedeva imputato per tentata estorsione. Nella sua requisitoria giovedì 19 maggio, il sostituto procuratore generale di Milano aveva chiesto la condanna a due anni di reclusione senza la concessione delle attenuanti generiche.
Dell'Utri, già condannato in secondo grado a sette anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa, in questo procedimento era accusato di tentata estorsione ai danni dell'imprenditore siciliano Vincenzo Garaffa, ex-patron della Pallacanestro Trapani, in concorso con il boss mafioso Vincenzo Virga. Anche Virga è stato assolto.
La Cassazione aveva annullato con rinvio la precedente sentenza di appello riqualificando l'accusa in minacce gravi e dichiarando la prescrizione per una parte delle accuse.

Dopo il verdetto di assoluzione i suoi legali, Pietro Federico e Giovanni Di Peri, si dicono convinti che la sentenza possa rideterminare anche le sorti del procedimento di Palermo in cui il senatore del Pdl è stato condannato in secondo grado a sette anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa. "I giudici della Cassazione non potranno non tener conto di questa assoluzione", hanno affermato gli avvocati, spiegando che l'episodio oggetto del processo milanese, quello della presunta tentata estorsione ai danni di Vincenzo Garraffa, faceva parte del materiale probatorio portato dall'accusa nel procedimento di Palermo.

L'avvocato di Vincenzo Garaffa, dal canto suo. "Siamo molto sorpresi del verdetto perché fino ad ora i fatti non erano stati mai messi in discussione e Garraffa è stato considerato, anche dalla Cassazione, un testimone credibile", ha detto l'avvocato Giuseppe Culicchia. In Aula, al momento della lettura del dispositivo, era presente lo stesso Garraffa che si è definito "amareggiato" per come si è concluso il processo.


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