Thyssen, Marcegaglia: “Un premio sicurezza alla memoria”

Da sinistra, Antonio Boccuzzi, unico sopravvissuto, Laura Rodinò, sorella di Rosario, e Luigi Santino, fratello di Bruno
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Per chiudere le polemiche nate intorno all’applauso al numero uno dell’azienda tedesca, la leader degli industriali è andata a Torino per incontrare i parenti delle vittime del rogo. E si è impegnata a proporre un premio dedicato agli operai morti

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Dopo il contestato applauso di Confindustria all’amministratore delegato della Thyssen condannato a 16 anni e mezzo per omicidio volontario, la presidente Emma Marcegaglia si è impegnata a proporre al presidente della Repubblica l'istituzione di un Premio sulla Sicurezza, dedicato alla memoria degli operai morti a Torino nel rogo dello stabilimento tedesco. Lo hanno reso noto le famiglie delle vittime del rogo al termine di un incontro che hanno avuto, nel pomeriggio di martedì 17 maggio, con la stessa Marcegaglia, a Torino. La data del premio potrebbe cadere il 6 dicembre, nel giorno dell’anniversario della tragedia, avvenuta nel 2007.

"Ringraziamo la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia – hanno fatto sapere i parenti in una nota diffusa al termine dell'incontro, che è durato circa due ore - per essere venuta a Torino, insieme al vicepresidente per la Sicurezza Samuele Gattegno e al vicepresidente per la Legalità Antonello Montante, a incontrarci, accettando il nostro invito". Nell'incontro - hanno aggiunto i parenti delle vittime - abbiamo "raccontato il dramma dei nostri familiari e si è discusso dell'importanza e della necessità di un impegno che ci deve accomunare tutti nel migliorare la sicurezza e l'incolumità nei luoghi di lavoro. Perché questo – hanno concluso - è l'unico modo per onorare la memoria dei nostri cari, anche se nessuno potrà mai restituirceli".

Il comunicato è stato letto da Laura Rodinò, sorella di Rosario, una delle sette vittime. "Abbiamo assunto un impegno reciproco - ha spiegato - a mantenere riservati i contenuti dell'incontro che avevamo chiesto tutte e sette le famiglie. Siamo soddisfatti, la presidente di Confindustria è stata molto gentile e disponibile". Accanto a Laura Rodinò c'erano Antonio Boccuzzi, l'unico sopravvissuto alla strage, ora parlamentare del Pd, Luigi Santino, fratello di Bruno, un'altra vittima e il padre Nino. Che con la voce rotta e ancora scosso per la sofferenza patita per la morte del figlio, ha raccontato: "Sono 41 mesi e 11 giorni che non sento la voce di Bruno che mi chiede di andargli a comprare le sigarette"."Io ero quello che urlava bastardi e assassini, in prima fila al funerale di mio figlio", ha ricordato commosso.

Alla fine dell’incontro, la Marcegaglia ha lasciato il Palaolimpico di Torino in auto, senza rilasciare dichiarazioni.

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