Caso Scazzi, Sabrina Misseri resta in carcere

Sarah Scazzi e Sabrina Misseri
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La Cassazione respinge il ricorso presentato dai legali della giovane accusata dell'omicidio della cugina avvenuto ad Avetrana il 26 agosto scorso

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Sabrina Misseri, la ragazza accusata dell'omicidio della cugina 15enne Sarah Scazzi ad Avetrana, resta in carcere. Lo ha deciso la prima sezione penale della Corte di Cassazione, dichiarando inammissibile il ricorso presentato dai legali di Sabrina contro l'ordinanza confermativa della custodia cautelare emessa lo scorso 12 novembre. Annullata con rinvio, per un nuovo esame da parte del tribunale della libertà di Taranto, l'ordinanza del riesame del 18 gennaio 2011.

Nell'udienza di martedì 17 maggio, svoltasi a porte chiuse, il procuratore generale, Giuseppe Volpe, aveva chiesto di dichiarare "inammissibili" o, in alternativa, di rigettare i due ricorsi presentati dalla difesa della giovane, accusata del delitto in concorso con il padre Michele, detenuto nello stesso carcere di Taranto. Il pg, in sostanza, aveva sostenuto che i presunti "elementi di novità" esposti dai legali di Sabrina non scalfiscono la sostanza dell'impianto accusatorio. Tesi naturalmente contestata in toto dalla difesa, secondo cui Michele Misseri sarebbe del tutto "inattendibile" ("ha fornito sette versioni diverse - spiega l'avvocato Franco Coppi - fino a tornare all'affermazione originaria della sua responsabilità") e l'alibi di Sabrina sarebbe "forte", fondato su tabulati telefonici che consentono di seguire "passo dopo passo" l'intero tragitto compiuto da Sarah dal momento in cui uscì di casa, il pomeriggio del 26 agosto, a quello in cui entrò nel fatidico garage di casa Misseri.
Sull'ipotesi della scarcerazione "non siamo per niente ottimisti", aveva ammesso l'altro difensore, Nicola Marseglia, prima che i giudici si ritirassero in camera di consiglio: "presto le indagini dovrebbero concludersi e non è escluso che nei confronti della nostra assistita possa essere emessa una nuova ordinanza di custodia cautelare visto che l'accusa originaria di concorso in omicidio non è mai stata finora cambiata in quella di omicidio" (un passaggio "dovuto", questo, laddove i giudici continueranno a ritenere credibile la chiamata in correità di Michele Misseri).

Adesso l'attenzione si sposta anche sul lato scientifico, ovvero sugli esami del dna misto uomo-donna prelevato su un ciondolino del cellulare di Sarah e su un compressore custodito nel garage di casa Misseri: i relativi accertamenti, affidati ai carabinieri del Ris, originariamente in programma il 5 maggio, sono stati differiti ad una data non
ancora ufficializzata.

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