Le richieste di don Riccardo: giovani e con problemi

1' di lettura

Dalle intercettazioni telefoniche del parroco di Sestri Ponente, arrestato con l'accusa di violenza sessuale su minore e cessione di droga, emergerebbero dettagli sulle sue presunte avances ai ragazzini: sedicenni sono già troppo vecchi. VIDEO

Pedofilia, l'inchiesta di Sky.it:
Io 14enne in chat: e spunta “l’amico” pedofilo
"I miei occhi vedono ma non guardano: così prendo il pedofilo"
Adescamento on line: tante vittime e nessun reato

LE INTERCETTAZIONI ESCLUSIVE: - ADESCAMENTO ON LINE - CONVERSAZIONI TRA PEDOFILI

Li voleva giovani i ragazzini da adescare, al massimo di 15 anni, perché "sedicenni sono già troppo vecchi". Dalle intercettazioni delle telefonate di don Riccardo Seppia, il parroco di Sestri Ponente arrestato venerdì 13 maggio con l'accusa di violenza sessuale su minore e cessione di stupefacenti, emergerebbero i dettagli del sottobosco in cui si muoveva il prete. Avrebbero cercate vittime delle proprie avances sessuali tra i 14-15enni, meglio se con problemi di famiglia, con qualche disagio. E ancor meglio se erano assuntori di droga. Il suo procacciatore sarebbe stato uno spacciatore nordafricano, adescava le vittime alla Fiumara, cioè il grande centro commerciale di Sampierdarena, o nel centro storico.

Questo il quadro fornito dalle intercettazioni riportate nelle 40 pagine dell'ordinanza emessa dal gip di Milano (prima che gli atti d'inchiesta fossero trasmessi per competenza alla procura genovese), telefonate e messaggi sul cellulare contestate durante l'interrogatorio di garanzia nel carcere di Marassi, durante il quale il parroco si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ma don Riccardo "è pronto ad assumersi le sue responsabilità e a collaborare con i magistrati", ha detto il suo legale, l'avvocato Paolo Bonanni, all'uscita dal carcere.

Collaborare dopo avere letto tutte le carte dell'inchiesta, dopo il ricorso al Tribunale del riesame. "Chiederemo un nuovo interrogatorio nei prossimi giorni - ha aggiunto il difensore - ma solo dopo aver letto le carte del fascicolo". E intanto dall'inchiesta emergerebbero altri particolari. Una volta contattato un ragazzino disponibile, il pusher ne avrebbe dato il numero di telefono al prete. E don Riccardo cominciava con le avances. Per incontrarli, avrebbe promesso loro cocaina; se non disponibile, sarebbe stato sempre pronta una banconota da 50 euro. I messaggi e le telefonate sarebbero stato insistenti, quasi assillanti: varie decine al giorno. Proprio questo comportamento "morboso" ha spinto il gip Annalisa Giacalone a decidere di lasciare il prete in carcere. Don Riccardo Seppia potrebbe infatti cercare di molestare ancora e inquinare le prove, mentre non ci sarebbe un pericolo di fuga.

Le indagini intanto proseguono. Nei giorni scorsi sarebbe già stato sentito dai magistrati il quindicenne che avrebbe confermato di essere stato baciato da don Riccardo. Nei prossimi giorni sarà ascoltato un altro minorenne che avrebbe subito approcci dal prete, potrebbe confermare quanto emerso dagli sms intercettati. Ma nell'inchiesta potrebbero esserci altri minorenni coinvolti, sempre con soli tentativi compiuti tramite cellulare, residenti a Milano, dove il prete sarebbe andato a rifornirsi di droga e a frequentare discoteche e saune. Don Riccardo avrebbe parlato del bacio al ragazzino con un amico: "Ormai è fatta. L'ho baciato in bocca". Al vaglio dei carabinieri, inoltre, i tre computer sequestrati nella sua casa, in via Calda. Sarebbe già accertato che don Riccardo facesse avances ai ragazzini anche nelle chat, dove si presentava con la sua vera identità. Non è escluso che il numero dei coinvolti possa crescere.

Leggi tutto