Processo Mills: Berlusconi torna in tribunale

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A urne ancora aperte il premier, capolista per il Pdl a Milano, torna in aula. A differenza delle scorse udienze, nessun supporter si è presentato al palazzo di Giustizia, per "rispetto del silenzio elettorale". Solo una decina i contestatori

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Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è tornato in tribunale a Milano per il processo Mills. Come lo scorso lunedì, il premier è entrato nella maxi aula della prima Corte d'Assise d'Appello per rispondere dell'accusa di corruzione in atti giudiziari per un presunto versamento di 600 mila dollari all'avvocato inglese David Mills che, in cambio, avrebbe reso testimonianze reticenti in due procedimenti.
A urne ancora aperte Berlusconi, capolista del Pdl a fianco di Letizia Moratti alle comunali di Milano, si è presentato davanti ai giudici della decima sezione penale. Dopo aver salutato i suoi legali, si è seduto in prima fila senza rilasciare alcuna dichiarazione. In una pausa dall'udienza, poi, si è poi rifiutato di rispondere alle domande dei giornalisti: "Sono in silenzio elettorale - ha detto - non mi fido di voi. Ho la più grande sfiducia nella situazione informativa".

A differenza delle scorse udienze, ad attenderlo fuori dal palazzo di Giustizia non si è presentato quasi nessun supporter per "rispettare il silenzio elettorale". L'invito ai militanti a non presentarsi è arrivato dal coordinatore del Pdl della Lombardia, Mario Mantovani. "Il Coordinamento del Popolo della Libertà Lombardo - scrive in una nota - invita tutti i militanti e sostenitori del Presidente del Consiglio abituati in queste settimane ad accoglierlo al palazzo di Giustizia di Milano in occasione delle recenti udienze giudiziarie, a rispettare il silenzio elettorale rinunciando quindi ad ogni manifestazione di affetto".
Appena una decina anche i contestatori che, al di là delle transenne, hanno esposto cartelli contro Berlusconi ('Sei la nostra vergogna', 'Chi è contro i magistrati è contro la legge') e scandito qualche coro come 'Fuori i mafiosi dallo Stato' e 'Vergogna, vergogna'.

Nel corso dell'udienza, sono stati ascoltati l'ex manager di F1 Flavio Briatore e Marina Mahler, nipote del compositore e direttore d'orchestra austriaco. Entrambi clienti del legale inglese sono stati citati dall'accusa rappresentata dal pm Fabio De Pasquale. Proprio sui conti  bancari di alcuni clienti, a loro insaputa, sarebbero transitati secondo l'accusa i 600 mila dollari che Mills avrebbe ricevuto per conto di Berlusconi. Briatore e Mahler erano già stati sentiti nel processo a carico del solo Mills, dopo lo stralcio della posizione di Berlusconi.

In mattinata, l'avvocato e parlamentare del Pdl Niccolò Ghedini, ha fatto capire ai giornalisti che Berlusconi potrebbe, in una delle prossime udienze, decidere di farsi interrogare. Sarebbe la prima volta che il presidente del Consiglio si fa ascoltare in uno dei suoi processi. Nelle altre occasioni in passato aveva sempre optato per fare "dichiarazioni spontanee". La differenza è che accettando di sottoporsi ad esame, l'imputato accetta di rispondere alle domande del Tribunale e del pubblico ministero.

Dopo l'udienza, il premier ha lasciato il tribunale per recarsi ad Arcore, dove seguirà a partire dal pomeriggio l'esito della tornata elettorale amministrativa. Con l'udienza di oggi salgono a cinque le presenze in aula del premier, da fine marzo. Il presidente del Consiglio ha già partecipato alle  udienze del processo Mediatrade (due volte), Mediaset e Mills (lunedì scorso). Anche questa volta il tribunale, su decisione della procura generale, resta off-limits per telecamere e fotografi.

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