Lampedusa, ancora sbarchi. Sull'isola quasi 2000 migranti

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Due barconi sono arrivati nella notte tra venerdì 13 e sabato 14. Un'altra imbarcazione è approdata a Licata. Maroni e Frattini chiedono maggiore impegno all'Unione Europea. Nel frattempo riprendono i rimpatri verso la Tunisia. VIDEO E FOTO: LO SPECIALE

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Altri due barconi sono arrivati nella notte tra venerdì 13 e sabato 14 a Lampedusa, portando così ad oltre 1.600 il numero dei migranti presenti sull'isola. Sul primo barcone, entrato in porto attorno all'1.30, c'erano 199 persone, tra cui due donne e un bambino, tutti di provenienza subsahariana. Il secondo, invece, con a bordo 218 tunisini tra cui 5 donne e un bambino, è entrato in porto poco dopo le 2. Sbarco anche a Licata, nell'Agrigentino, dove nella notte è approdato un barcone con 213 migranti, fra cui 10 donne e due bambini.

I nuovi sbarchi - Non c'è stato neanche il tempo di rifiatare dopo che l'isola si era svuotata e dal Centro di prima accoglienza erano partiti gli ultimi minori ancora rimasti, quando i primi barconi hanno cominciato a profilarsi all'orizzonte. Per tutta la giornata di venerdì 13 le motovedette della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza hanno fatto la spola con il porto, soccorrendo oltre 1.300 profughi partiti dalla Libia. Una contabilità aggiornata di ora in ora: 166, 265, 191, 142. Questi ultimi tratti in salvo da una motovedetta della Guardia Costiera poco prima che affondasse la "carretta" sulla quale viaggiavano, che era stata soccorsa anche da una nave della Nato impegnata nelle operazioni militari in Libia.

Le "bombe umane" di Gheddafi -
Proprio dalla Libia continuano a salpare le barche con l'avallo, se non addirittura con il sostegno concreto, dei militari del rais (che nel frattempo è tornato a far sentire la sua voce). Secondo molti la linea adottata da Gheddafi sarebbe quella delle "bombe umane" lanciate contro l'Europa per rispondere all'attacco militare dell'Occidente. Ne sono convinti anche il ministro degli Esteri, Franco Frattini, e quello dell'Interno Roberto Maroni, che continuano a sollecitare un "maggiore impegno" da parte dell'Ue. Secondo il titolare della Farnesina quello utilizzato dal regime di Gheffadi "è uno strumento criminale" di pressione, anche se il premier Berlusconi sottolinea che l'Italia "è un grande paese che non può temere l'arrivo di qualche migliaio di immigrati" che vanno invece accolti "con generosità".

Riprendono i rimpatri verso la Tunisia - E intanto sabato 14 riprendono i voli per i rimpatri degli immigrati tunisini sbarcati dopo  il 5 aprile, quando è stato firmato l'accordo tra Italia e Tunisia, sull'isola di Lampedusa. L'aereo dovrebbe trasferire una trentina di tunisini da Lampedusa all'aeroporto di Palermo e da lì rimpatriarli fino a Tunisi. L'ultimo rimpatrio è di due giorni fa con il trasferimento di 28 tunisini.

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