"I pazzi siete voi": 4 ragazzi in un bunker "antinucleare"

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Sostenuti da Greenpeace, per dire no all'energia atomica, si sono rinchiusi in una casa di Roma. A meno di un mese dal referendum, vogliono far vedere come si vive in caso di incidente: niente cibi freschi, finestre sigillate, solo internet per comunicare

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di Isabella Fantigrossi

La cosa più dura, racconta Alessandra, è stata razionare il cibo. "Ne abbiamo tanto, ma deve durare per tutto il mese: tanto per dirne una non possiamo consumare più di 100 grammi di pasta al giorno, o più di due fette di pane, sempre che il pan carrè si possa chiamare pane. Di frutta e verdura neanche a parlarne, solo legumi in scatola e succhi di frutta. Ma è così che potremmo vivere veramente avendo una centrale vicino a casa". Passate le prime 24 ore, il problema maggiore che sentono i ragazzi che hanno deciso di vivere per un mese chiusi in una casa come se fuori fosse esplosa una centrale nucleare, è il cibo. Quando cucinano devono tenere le finestre chiuse e non possono cambiare aria. E così, racconta Pierpaolo, "anche se sono un fumatore devo rinunciare alla mia sigaretta del dopo pranzo".

Giorgio, 20 anni di Catania, Alessandra, 21anni dalla Puglia, Pierpaolo, 22 anni di Lecce ma trapiantato a Milano e Luca, 33 anni di Taranto, sono i quattro ragazzi che si sono inventati l'iniziativa "I pazzi siete voi", appoggiata da Greenpeace, per dire no al nucleare. Dal 12 maggio, a un mese esatto dal referendum, vivono seguendo le regole del protocollo di radioprotezione previsto in caso di incidente nucleare. Una scelta estrema per far capire quali sono i rischi dell'atomo.
Per far vedere come stanno vivendo ora i loro coetanei di Fukushima, si sono chiusi in una casa di Roma, vivendo con tutte le difficoltà e le privazioni a cui si è costretti in un bunker antiradiazioni: niente cibi freschi, insalata, carne, pesce, formaggi, solo acqua in bottiglia, finestre sigillate, solo internet a disposizione. Una cosa da pazzi? No, dicono loro. "I pazzi siete voi se il 12 giugno non andate a votare sì per abrogare la legge che reintroduce il nucleare in Italia". La vita nel bunker viene trasmessa su internet. I quattro ragazzi stanno affidando al web, via facebook, twitter e sul sito dell’iniziativa, i loro videomessaggi sulla vita "da grande fratello" e sui rischi che secondo loro l’Italia correrebbe se venissero aperte nuove centrali atomiche (guarda il loro manifesto nel video in basso).

Alessandra racconta: "La casa ha due stanze da letto piuttosto piccine, una per i ragazzi e una per me. Il bagno e la cucina sono in comune, come anche il soggiorno, che riprendiamo con una webcam in streaming 24 ore su 24. In più, abbiamo un ampio balcone… Dove però possiamo solo sognare di andare visto che le finestre sono sbarrate (come impongono le norme di sicurezza in caso di incidente nucleare)". Non sarà certo una passeggiata, dicono i quattro, "ma sono più che certa che ce la faremo. La motivazione che ci accomuna è forte e per questa battaglia siamo pronti a spendere tutti noi stessi".


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