Stupri a Milano: se la Moratti dà i numeri

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Secondo i dati diffusi in campagna elettorale dal sindaco uscente, le violenze sessuali nel 2010 sono state 14. Ma la clinica Mangiagalli ha curato 363 vittime e la questura ha ricevuto 192 denunce. E alla città resta un primato drammatico


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Casi seguiti dal Soccorso violenza sessuale (Svs) della clinica Mangiagalli di Milano nel 2010: 363 (nel 2009 erano 333).
Denunce per violenza sessuale raccolte dalla questura nello stesso anno: 192.
Violenze sessuali in città sempre nel 2010, secondo Letizia Moratti: 14.
Non è facile fornire numeri precisi su quante donne vengano violentate a Milano ogni anno, anche se spesso i giornali titolano sull’emergenza stupri. Le fonti sono diverse, le denunce per violenza sessuale non comprendono solo gli stupri, non tutte le vittime si rivolgono alle forze dell'ordine.
Di fatto però nel libretto elettorale che il sindaco uscente Moratti ha inviato ai milanesi è scritto che "le violenze sessuali di strada sono calate dell’80 per cento in quattro anni: 61 episodi nel 2007, 14 nel 2010" (pag 71). Dallo staff di Palazzo Marino spiegano che la fonte di questo dato, evidentemente molto diverso da quelli di altre istituzioni cittadine, è la Polizia locale, che lo scorso anno è appunto intervenuta in soccorso a 14 donne. Le vittime sono state poi assistite nelle strutture di sostegno messe a disposizione dal Comune. L’amministrazione fa quindi riferimento ai soli casi seguiti direttamente dai vigili, cui si aggiungono quelli presi in carico da medici, polizia e carabinieri.

Durante l’ultimo congresso nazionale, lo scorso novembre, gli specialisti della Società italiana di ginecologia e dell’Associazione ginecologi e ostetrici ospedalieri italiani sono arrivati ad affermare, sulla base delle denunce raccolte dalle forze dell’ordine, che a Milano spetta il primato italiano degli stupri, con 480 episodi nel 2009, più di uno al giorno. Una guerra dei numeri su un argomento così delicato sarebbe fuori luogo, di certo i 14 casi dichiarati dal Comune sono un buon biglietto da visita per la "Milano sicura". Senza contare che le distinzioni sul dove, chi e come avvenga un'aggressione a una donna probabilmente interessano solamente ai politici e ai media. Non è questo che conta per le vittime.

I numeri comunque, quelli scritti nero su bianco e comunicati ufficialmente, hanno un valore. I dati dell’Svs sono dettagliati, nudi e crudi, disponibili per ogni valutazione.

Nel 2010 hanno chiesto aiuto all’équipe guidata da Alessandra Kustermann 363 persone, tra cui 23 uomini. Le donne di nazionalità italiana sono state 196, 167 quelle straniere, molte le studentesse (171). La fascia d’età più colpita è stata quella tra i 19 e i 24 anni (80 casi), seguita da quelle tra 0 e 14 (78), tra 25 e 34 (69) e tra 15 e 18 (53). Il tipo di violenza subita dalle vittime arrivate alla Mangiagalli è stata sessuale in 247 casi, si è trattato di percosse in altri 70. Sono indicati anche i luoghi in cui si è consumata: 92 in appartamento privato, 43 per strada, 23 nell’abitazione della vittima, 15 nell’abitazione del violentatore, 11 in auto, 10 ai giardini, 7 in un parcheggio. Per quanto riguarda invece il profilo dell’aggressore, era italiano in 117 casi, straniero in 112, di nazionalità sconosciuta in 37. Conosciuti dalla donna 198 volte, sconosciuto 89 e un gruppo 38. Le violenze tra le mura domestiche rimangono le più numerose e probabilmente anche le più “sommerse”. Le ginecologhe, le infermiere e le psicologhe della Mangiagalli hanno attivato anche un Soccorso violenza domestica, che nel 2010 ha aiutato 178 donne (e quattro uomini) vittime di violenza fisica, psicologica, sessuale.

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