Berlusconi: "Commissione di inchiesta sui pm"

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Il premier, in aula nel processo che lo vede imputato per corruzione in atti giudiziari, smentisce di aver pronunciato la frase sul “brigatismo giudiziario”. Santanchè: “Boccassini cancro della democrazia”

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Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è tornato in tribunale a Milano per prendere parte all'udienza per il caso Mills in cui è imputato per corruzione in atti giudiziari. Dalla fine di marzo è la quarta volta che il premier si presenta in aula per i processi che ha in corso e la prima volta nel processo Mills. I giudici hanno subito revocato la contumacia.

Mai conosciuto Mills - Berlusconi ha fatto il suo ingresso attorno alle 10 al Palazzo di Giustizia, senza dir nulla ai giornalisti e al poco pubblico presente.
Durante la pausa in aula, lo staff del presidente del Consiglio ha poi distribuito ai cronisti alcuni fogli in cui era condensato un estratto dal libro di Bruno Vespa del 2008 in cui Berlusconi affermava che David Mills era uno dei tanti avvocati di cui Fininvest si era servita all'estero, aggiungendo di non averlo mai conosciuto.

Commissione di inchiesta sui pm - In aula, il premier ha inoltre annunciato ai giornalisti che chiederà una commissione parlamentare d'inchiesta sui pm di Milano per accertare una eventuale "associazione a delinquere".
"Il nostro partito lo farà", ha dichiarato ai cronisti mentre i giudici erano in camera di consiglio per decidere sull'ammissione di un teste, tornando a definire i pm di Milano un "cancro della democrazia" e aggiungendo che la commissione dovrà "verificare se ci sia una associazione con fini a delinquere".

Santanchè: "Boccassini cancro della democrazia" - Poco dopo, sullo stesso tema, è intervenuto anche il sottosegretario Santanché. Ai gionalisti che gli chiedevano dei nomi (dopo che anche lei aveva utilizzato le stesse parole nei confronti dei magistrati) la Santanché ha replicato: "Se vuole un nome mi riferivo alla Boccassini"(guarda il video).
Durante la sua presenza in aula, Berlusconi riferendosi ai famigerati poster apparsi nei giorni scorsi a Milano (quelli del caso Lassini), aveva precisato che è "assolutamente indebito il paragone fra magistrati e Br", definendo "eroi" i giudici uccisi dalle Brigate Rosse. "Molti magistrati sono stati vittime innocenti e su questi ci inchiniamo" ha detto, definendoli "figure eroiche, a cui va la nostra massima riconoscenza".
Il premier ha poi risposto ai cronisti che gli chiedevano se a proposito di certi magistrati avesse mai utilizzato l'espressione "Brigatismo giudiziario": "Non mi ricordo, può darsi, ma leggo tante frasi sui giornali che non ho mai detto". "Forse è una frase che è stata riferita da qualcuno - ha aggiunto il premier - ma leggo tante frasi a me attribuite che non ho mai detto". La notizia, datata 6 aprile, era stata ripresa da numerosi media, tra cui lo stesso Giornale, di proprietà della famiglia del premier

Il processo Mills è ridicolo - Berlusconi è poi tornato a denunciare i 24 tentativi da parte dei pubblici ministeri di "farlo fuori dalla politica", e a criticare il processo definendolo "ridicolo. E' il peggiore di tutti. E' ridicolo, paradossale e incredibile che lo Stato italiano spenda tanti soldi per un processo così: non c'è movente e non c'è prova del versamento". Il premier è imputato di corruzione giudiziaria con l'accusa di aver pagato con 600.000 dollari l'avvocato britannico David Mills per alcune sue reticenze in processi in cui era precedentemente imputato Berlusconi. L'avvocato Mills, in un processo gemello, è stato condannato in primo e secondo grado come corrotto, per essere poi prosciolto dalla Cassazione per intervenuta prescrizione del reato.
Il premier, durante una pausa dell'udienza, ha anche aggiunto che non è vero che lui attacchi i magistrati: "Sono grato ai magistrati che [in passato] hanno ritenuto infondate le accuse nei miei confronti da parte di chi cerca di usare il diritto come arma politica contro di me".

Poster per il giorno della memoria - Nello stesso giorno della presenza in aula di Berlusconi, si è celebrata la giornata della memoria per le vittime del terrorismo (guarda il discorso di Napolitano). Per questo, sulla facciata del tribunale sono stati affissi tre mega striscioni con i volti del pm Emilio Alessandrini, del giudice istruttore Guido Galli (uccisi dai terroristi di Prima Linea nel 1979 e nel 1980) e dell'avvocato Giorgio Ambrosoli, il liquidatore della Banca Privata ucciso nell'estate del 1979 da un killer della mafia su mandato del banchiere Michele Sindona.

Il contestatore - Fuori dall'aula, invece, non sono mancate le contestazioni. Un uomo ha infatti urlato 'Vergognatevi buffoni' all'indirizzo dei sostenitori di Berlusconi.
Il contestatore, allontanato dalle forze dell'ordine, ha detto di essere strattonato e portato in un portone".

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