Milano, si vota e scatta la moratoria dei box interrati

Le proteste in piazzale Lavater contro il nuovo parcheggio interrato
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Il piano per i contestati parcheggi è stato sospeso in vista delle elezioni e l'amministrazione Moratti ha bocciato cinque progetti. "Abbiamo ascoltato l'opinione dei cittadini", dice Palazzo Marino. "Solo una mossa elettorale", ribatte il Pd

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A Milano la campagna elettorale passa anche per il Piano parcheggi. I progetti per i box interrati da realizzare in project financing con i privati ed ereditati dall’amministrazione Albertini hanno creato non pochi problemi a Letizia Moratti. Ritardi nei lavori, cause legali e prezzi dei posti auto lievitati hanno scatenato la protesta dei cittadini. A un mese esatto dal voto la Giunta ha bocciato cinque nuovi parcheggi: piazza Gobetti, piazza Leonardo da Vinci, piazza Arcole, via Conchetta e piazza Grandi. L’intento dichiarato, dare priorità all’interesse pubblico. “Non pare opportuno – si legge nella delibera del 15 aprile scorso – attuare progetti che sono risultati non essere condivisi da una pluralità di cittadini e associazioni”. L’opposizione risponde che si tratta di una mossa elettorale e chiede come mai, se l’opinione dei residenti è così importante per Palazzo Marino, i box di piazzale Lavater sono stati invece approvati a febbraio nonostante la contrarietà del comitato di quartiere.

Il Piano urbano parcheggi (Pup) è stato stralciato dal programma del centrodestra per la prossima legislatura. In quello di Letizia Moratti si fa solo riferimento a non precisati “nuovi parcheggi secondo il nuovo Piano parcheggi previsto dal Piano di governo del territorio (Pgt)”. Il cambio di rotta sui box era tra le principali condizioni poste dalla Lega per confermare il sostegno al sindaco uscente. “Ci sono un centinaio di parcheggi ancora sulla carta, vecchi di dieci anni – ha dichiarato Matteo Salvini –. Abbiamo chiesto che venga azzerato tutto e che, Tuttocittà alla mano, si verifichi quali hanno ancora un senso e quali no”. A sinistra, Giuliano Pisapia ha sottolineato che i progetti vanno tutti ripensati e il Pd ha elencato i cantieri ancora aperti, alcuni dopo 5-6 anni. Sono piazza Bernini, largo Rio de Janeiro, piazza Novelli, via Ampère. Il nuovo sindaco deciderà se scavare altre voragini nelle piazze milanesi o se trovare soluzioni alternative. Intanto, secondo le tabelle diffuse dall’assessore ai Lavori pubblici Bruno Simini, dall’inizio del mandato l’amministrazione Moratti ha avviato i lavori di dieci parcheggi per un totale di circa 3 mila posti auto, ne farà partire nei prossimi mesi altri tre, mentre quelli in fase di completamento o di apertura entro la fine del 2011 sono dodici.

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