Milano, i box e la mamma multata dal Comune per i Barbapapà

Camilla Perrucci durante una merenda in piazzale Lavater per dire "no" al nuovo parcheggio e (a destra) il volantino multato
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Camilla Perrucci, che insieme ad altri residenti contesta il progetto di un parcheggio interrato, ha appeso alcuni volantini con cartoni animati. Adesso dovrà pagare 450 euro di multa e dice: "Forse abbiamo rotto le scatole, ma non ci fermiamo"

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di Cristina Bassi

Nella guerra tutta milanese tra Comune e residenti sui contestatissimi parcheggi interrati si sono infilati i Barbapapà, cartoni animati dall’anima ecologista. Il fronte è caldo, le elezioni amministrative sono alle porte e ogni colpo è permesso. “Il sindaco non ascolta le nostre proteste contro i box, ma si accorge subito di noi se c’è da multarci”. Camilla Perrucci è membro del Comitato in difesa di piazzale Lavater, residente nel quartiere minacciato dall’ennesima voragine, mamma di due bambini piccoli che frequentano la scuola di via Stoppani, proprio dove dovrebbero essere scavati i box. Ed è stata multata pesantemente per alcuni volantini diffusi a marzo contro il nuovo parcheggio che raffiguravano i Barbapapà che fermano le ruspe. Totale della maximulta: 450 euro per affissione abusiva e 6,60 euro per il lavoro del vigile che ha rimosso i foglietti. Negli stessi giorni un colpo di spugna bipartisan condonava invece i manifesti elettorali abusivi, che hanno riempito le strade della città, come denunciano i Radicali. Una storia emersa solo in questi giorni grazie alla stessa Perrucci, che ha scritto una lettera al Corriere della Sera.

Lo scorso febbraio la Giunta ha dato il via libera definitivo al progetto e i cittadini hanno organizzato per il 26 marzo un corteo con la partecipazione di altri comitati di quartiere da piazzale Lavater a piazza Meda. “Con le mamme della scuola – spiega Camilla Perrucci – avevo già promosso merende in piazza e altre manifestazioni per tutelare il nostro parchetto e i nostri alberi e per raccogliere fondi con cui finanziare l’azione legale contro il Comune. Ho quindi appeso i volantini in zona per invitare più gente possibile al corteo e ho usato i Barpapapà come simbolo ormai riconoscibile del nostro movimento. Poi ho aggiunto il mio indirizzo e-mail per chi volesse informazioni”.

Così i vigili sono risaliti alla mamma anti-box ed è arrivata la super multa. “Non contesto il regolamento comunale – continua Camilla Perrucci –, ma io e gli altri abitanti del quartiere ci siamo stupiti per la cifra rilevante e per il fatto che la nostra zona, come molte altre, è quotidianamente invasa da pubblicità e annunci anche abusivi che rovinano il decoro quanto i miei volantini ma di cui nessuno si cura”. “Siamo stati tra i pochi a pagare, questo per noi è significativo. Forse stiamo rompendo un po’ troppo le scatole”, azzarda la signora milanese.

La resistenza degli attivisti di piazzale Lavater non si ferma, la dura lex di Palazzo Marino non li ha scoraggiati. “Continuiamo a impegnarci e a far sentire la nostra voce, con azioni legali e manifestazioni – aggiunge Perrucci –. Siamo preoccupati per lo scempio che vogliono fare della nostra piazza, soprattutto visti i precedenti degli altri quartieri. E la multa non ci intimidisce, anzi. Ha suscitato indignazione e rinvigorito la nostra protesta. Molti mi hanno espresso solidarietà, è la dimostrazione che siamo uniti contro la prepotenza di chi ci amministra”.
Pagherà la contravvenzione? “Non posso fare diversamente”. Anche se in piazzale Lavater è già partita la colletta.

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