Camorra, in manette il numero 2 dei Casalesi

Mario Caterino al momento dell'arresto
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Mario Caterino, condannato all'ergastolo per omicidio, era ricercato dal 2005. Era considerato il latitante più pericoloso del gruppo dopo Michele Zagaria, ancora in clandestinità

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Il boss latitante Mario Caterino, indicato come il numero 2 del clan dei Casalesi e ricercato da oltre sei anni, è stato arrestato il 2 maggio in un'abitazione di Casal di Principe dagli agenti della squadra mobile di Caserta e dello Sco.
Esponente del gruppo che fa capo al boss Francesco Schiavone, soprannominato 'Sandokan', Caterino era il principale boss dell'organizzazione ancora irreperibile insieme con Michele Zagaria ed era inserito nell' elenco dei trenta latitanti più pericolosi.
Nei suoi confronti tre anni fa, nell'ambito dell'operazione "Spartacus 3", era stata emessa un'ordinanza di custodia cautelare per associazione camorristica ed estorsione. Il boss, soprannominato 'a bott', è stato condannato all'ergastolo al termine del primo processo Spartacus in quanto ritenuto responsabile dell'omicidio di Vincenzo De Falco, avvenuto nel 1991.
Nel 2005, poco prima dell'emissione del verdetto, si diede alla macchia.

Secondo gli inquirenti, fu comunque dopo l'uccisione del boss Antonio Bardellino che Caterino assunse una posizione di primo piano all'interno dell'organizzazione.
Il blitz della polizia nell'appartamento via Toscanini a Casal di Principe - in pratica nel suo "regno" - alla quale si accede da un cortile. L'uomo che lo ospitava, un imbianchino incensurato, Crescenzio Della Corte, è stato arrestato.
Secondo diversi pentiti, Caterino è uno dei più fidati referenti di Sandokan che gli aveva affidato, assieme ai nipoti Sebastiano Panaro, "Camardone" e Nicola Panaro, "Principino", entrambi detenuti, la gestione degli affari illeciti più delicati nel nevralgico comprensorio di Casal di Principe.
A loro, infatti, spettava la gestione delle estorsioni e il pagamento degli "stipendi" agli affiliati. Un "esponente storico della cosca, un personaggio pericoloso che insieme con il latitante Zagaria gestisce le attività illegali dell'organizzazione": così il procuratore di Napoli Giovandomenico Lepore ha definito Caterino.
Il procuratore ha sottolineato il "lavoro sul campo" svolto dai magistrati e dalle forze dell'ordine nell'attività di contrasto alla criminalità organizzata. Ed ha detto che si sta lavorando in sinergia per individuare e catturare non solo l'altro esponente di spicco dei Casalesi ancora in libertà, Michele Zagaria, ma anche altri latitanti dell'area napoletana.

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