Rifiuti (e diossina): a Napoli la Pasqua si festeggia così

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1300 tonnellate rimangono sulle strade del capoluogo campano e i roghi rischiano di creare seri danni alla salute. I turisti, intanto, preferiscono Capri e Ischia. FOTO E VIDEO

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Non sono bastati i buoni propositi o le rassicurazioni che la città sarebbe stata ripulita. Come era prevedibile, quella di quest'anno per i napoletani (ma anche i turisti), è una Pasqua con i rifiuti.
A terra, secondo una stima del Comune, ci sono circa 1300 tonnellate di spazzatura che in alcune zone invadono i marciapiedi e rendono l'aria irrespirabile. E, come se non bastasse, a rendere più gravi i disagi sono i roghi che vengono accesi. Cumuli di spazzatura che vengono dati alle fiamme dai quali si levano fumi dannosi per la salute.

Il bilancio non è stato ancora stilato ma i danni sono davvero ingenti: decine di cassonetti e di campane sono ormai inutilizzabili. La prefettura di Napoli ha disposto che verrà impiegata per la vigilanza e l'intervento immediato anche una task force dei vigili del fuoco, che affiancheranno gli uomini delle forze di polizia.
Quelli degli incendi sono atti, a dire del prefetto di Napoli, Andrea De Martino, che "non appartengono al senso di civiltà dei napoletani".

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