Il rimorchiatore sequestrato in Libia torna in Italia

Asso 22, il rimorchiatore italiano sequestrato in Libia
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"Asso 22", tenuto in ostaggio dai libici per quasi un mese, è approdato al porto di Augusta. Restano i misteri sull'epilogo del caso. Il comandante della nave militare S. Marco: “Personale provato”. VIDEO

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E' arrivato nel porto siciliano di Augusta il mercantile Asso 22, la nave liberata dopo essere rimasta per quasi un mese in mano alle milizie di Gheddafi.
"E' finito un incubo", dicono le famiglie dei marinai. "Abbiamo inviato un team a bordo, composto da medici e da una psicologa della marina militare. Il personale è provato, ma non ci sono situazioni di crisi conclamata" ha detto a SkyTG24 Enrico Giurelli,  comandante della nave militare S. Marco (guarda il video in alto).

La soluzione della vicenda - ha spiegato l'armatore, Mario Mattioli - è stata possibile "grazie alla via diplomatica, ai suoi massimi livelli". Non è stato pagato alcun riscatto, assicura la compagnia Augusta Offshore, proprietaria della nave, ma nemmeno erano mai giunte alla società richieste di denaro, anche se lo stesso Mattioli ha parlato di un "sequestro anomalo in senso positivo".

E diversi dubbi sul lieto epilogo sono avanzati da diversi osservatori. "E' anomalo il sequestro di undici uomini (gli otto italiani, due indiani e un ucraino componenti l'equipaggio) che in questa vicenda è stato per i libici un effetto collaterale di fronte alla necessità di impossessarsi proprio di quella nave", scrive sul Corriere della Sera Fulvio Bufi.
L'ipotesi di una trattativa sembra poi essere avallata anche dalle dichiarazioni del ministero degli Esteri italiano, il quale ha parlato di "riserbo stampa" che "si è dimostrato giusto e utile per non compromettere l'efficacia delle iniziative istituzionali che hanno condotto alla positiva conclusione del caso".

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