Atm, sapessi come è strano essere turisti stranieri a Milano

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Al numero verde dell’azienda che gestisce il trasporto pubblico in città è previsto un servizio di informazioni in inglese. Funziona? Sky.it ha provato a contattarlo. Il risultato è sorprendente (in negativo), soprattutto in vista di Expo. GUARDA IL VIDEO

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di Valeria Valeriano con il montaggio di Rachele Casato

A distanza di 134 anni, nel 2015, l’Expo tornerà a Milano. In città è già iniziato il conto alla rovescia per un evento che, stima la Camera di Commercio meneghina, avrà un impatto positivo di 44 milioni di euro per il territorio. Sarà anche un’occasione d’oro per immobiliaristi, costruttori e per tutte le attività legate al turismo. Tra il primo maggio e il 31 ottobre 2015, infatti, sono previsti 21 milioni di visitatori, circa 160mila al giorno. Ad accoglierli ci saranno 36mila volontari.

Ma Milano, che spesso è sede di eventi internazionali come il Salone del Mobile o la Settimana della moda e tutto l’anno accoglie studenti e professionisti da ogni parte del mondo, è una città a misura di straniero? Sky.it l’ha messa alla prova (guarda com'è andata in altri Comuni). Ci siamo finti turisti e abbiamo contattato il numero verde dell’Atm, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico locale. Abbiamo chiesto informazioni sul car sharing, il radio bus e il costo dei biglietti, ma l’abbiamo fatto in inglese. Tutto sarebbe dovuto filare liscio visto che il call center prevede il servizio anche in questa lingua (“For english press five”). E invece, pur selezionando il tasto indicato, la maggior parte degli operatori continua a rispondere in italiano e fatica con l’inglese. La stessa cosa era capitata mesi fa ai redattori di Fuori Onda, un programma di Lombardia channel. Nulla da allora sembra essere cambiato: noi abbiamo fatto dieci telefonate e solo in un caso non ci sono stati intoppi linguistici. Nel resto delle conversazioni c’è chi si dispera per spiegare “un trattino”, chi non ricorda come si traduca “punto”, chi ci dice che il biglietto giornaliero dura “twenty-five hour. Sorry, minute” (guarda il video).

In realtà, questo della lingua non è l’unico problema che incombe su Expo 2015. Dopo l’euforia del 31 marzo 2008 per l’assegnazione dell’evento a Milano, ci sono stati una serie di rallentamenti e le ruspe sono ancora ferme nei cantieri. Di recente sembra essere stato sciolto il nodo sull’acquisizione dei terreni destinati all’Esposizione. Il governatore della Lombardia Roberto Formigoni, convinto che le aree fossero da acquistare tramite la costituzione di una società pubblica, e il primo cittadino di Milano Letizia Moratti, che spingeva per prenderle in comodato d’uso, hanno trovato l’intesa: una società pubblica che acquisterà i terreni, come voleva il presidente, in cui la maggioranza delle quote è del Comune, come chiesto dal sindaco. Dopo mesi di trattative, finalmente qualcosa si smuove. Perché Expo 2015 è un appuntamento troppo importante, che Milano non può permettersi di mancare. Restano ancora quattro anni per organizzarsi. E, magari, per imparare l’inglese.

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