Un volantino Ugl: "L'assessore Cattaneo finirà come Biagi"

L'assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Cattaneo, minacciato in un volonatino dell'Ugl taxi
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A Milano un delegato dei tassisti del sindacato minaccia in un comunicato il responsabile regionale dei Trasporti, richiamando l'attentato al giuslavorista ucciso dalle Br. L'autore del testo choc è stato sospeso dall'incarico


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Non solo manifesti sulle “Br in Procura”: a Milano sono spuntati anche alcuni volantini in cui si dice che l’assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Cattaneo, rischia di fare la fine “del compianto Biagi”. Una frase minacciosa che ha scatenato forti polemiche. I volantini, firmati dal responsabile dell’Ugl taxi Lombardia, sono stati affissi all’aeroporto di Linate e fanno riferimento a Marco Biagi, il giuslavorista ucciso dalla Br nel 2002, e a Cattaneo, che qualche giorno fa ha abbandonato il tavolo delle trattative (aggiornato a giovedì 21 aprile) con i sindacati dei tassisti sull’adeguamento delle tariffe.

“Visto che nelle trattative l’assessore Cattaneo non vuole discutere con il rappresentante Ugl taxi e con altri rappresentanti dei sindacati che osano opporsi alla sua ‘dittatura’ – si legge nel volantino – abbiamo timore per lui che alcuni lavoratori esasperati in futuro possano ‘offrirgli’ la stessa sorte del compianto Biagi, l’ideatore delle normative di legge che hanno prodotto il precariato nel mondo del lavoro, una moderna peste bubbonica che colpisce i lavoratori specie in giovane età” (qui lo stesso comunicato dal sito del sindacato, ma senza la frase incriminata). Cattaneo dice di non essere preoccupato, considera però il volantino “un segno ulteriore di imbarbarimento e avvelenamento del clima. Dove c’è un confronto aperto, qualcuno sceglie toni inaccettabili ed è importante ristabilire un clima di confronto civile”, aggiunge l’assessore.

Il Satam, sindacato dei tassisti milanesi commenta: “Roba da matti”, mentre l’Ugl trasporti si dissocia “dell’iniziativa di un solo delegato”. L’autore del volantino, di cui non è stato diffuso il nome, è stato sospeso, “siamo rammaricati – spiega il segretario regionale del sindacato, Antonio Del Prete –. Il tono forte non ci appartiene, quei commenti non ci appartengono e li disconosciamo. Noi siamo un sindacato moderato e aperto al confronto”. Una nota del segretario nazionale dell’Ugl trasporti, Fabio Milloch, annuncia che “a seguito del grave atto intimidatorio abbiamo immediatamente provveduto a sospendere l’autore del gesto da ogni incarico e a deferirlo ai Probiviri della Federazione, si tratta di un atto grave che condanniamo fermamente e che non ci rappresenta. L’Ugl ha sempre perseguito e continuerà a sostenere i valori del confronto democratico come pietra angolare delle relazioni sindacali”. Il segretario poi rivolge le sue scuse all’assessore per un gesto definito “deprecabile e ignobile, che lede gravemente non solo la sua dignità personale, ma anche la carica istituzionale che ricopre e verso cui nutriamo il più profondo rispetto”. Solidarietà anche dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, a Cattaneo, “oggetto di una barbara  aggressione che giunge addirittura a  minacciarlo di morte. Fa bene Cattaneo a dire di voler continuare a lavorare con serenità, ma certo non fanno bene alla  democrazia esplosioni di violenza che giungono ai livelli più aggressivi e più vili”.

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