Habemus blogger, il Vaticano spalanca le porte al Web

Papa Benedetto XVI si è dimostrato piuttosto aperto verso le tecnologie e il web.
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Il prossimo 2 maggio 150 autori di diari online, in rappresentanza della blogosfera mondiale, saranno ospiti del Papa. Un'ulteriore testimonianza dell'interesse e dell'attivismo online della Chiesa cattolica

di Raffaele Mastrolonardo

Le richieste arrivate erano 750, gli eletti alla fine sono stati “solo” 150 con grande dispetto di qualche escluso.

I fortunati (letteralmente, visto che il metodo di selezione è stato il sorteggio) sono quei blogger che si ritroveranno in Vaticano il 2 maggio prossimo in occasione di un incontro organizzato dai Pontifici Consigli della Cultura e delle Comunicazioni Sociali. Obiettivo dichiarato del meeting: favorire il dialogo tra la comunità dei diari online e i rappresentanti della Chiesa. Non diversamente da quanto fanno da tempo le aziende, anche le autorità cattoliche hanno infatti deciso di promuovere un evento che offra “l’opportunità di nuovi contatti, di scambi informali tra i partecipanti e di aprire nuove piste di interazione”. Come dire, pubbliche relazioni 2.0, quelle di cui nessuna istituzione di una certa importanza può ormai fare a meno.

Nella lista dei prescelti ci sono vaticanisti-blogger come Sandro Magister e Paolo Rodari e anche autori di diari online non cattolici ma piuttosto noti nelle rispettive blogosfere. Per quanto riguarda l'Italia è presente, per esempio, Piovono Rane del giornalista de l'Espresso Alessandro Gilioli spesso molto duro con le prese di posizione politiche della Chiesa, e Wittgenstein del giornalista, fondatore de il Post, Luca Sofri che certo cattolico non è. Proprio la presenza di autori non credenti, quando non tendenzialmente anti-clericali, ha fatto storcere qualche naso in giro per il Web. Francesco Colafemmina di Fides et Forma, per esempio, non ha trattenuto il suo rammarico: non tanto per la mancata inclusione, quanto per la scarsa rappresentanza di blogger di area tradizionale e per presenza di “gente improbabile”. 

Al di là del disappunto degli esclusi, la lista degli invitati è un'occasione utile per gettare uno sguardo sulla vitale e variegata blogosfera di area cattolica composta di fedeli militanti, studiosi e anche assidui cacciatori di indiscrezioni vaticane. Come ricorda Paolo Rodari, tra i presenti ci sarà infatti Rocco Palmo di Whispers in the Loggia, fondamentale fonte di sussurri riguardo alla Santa Sede e dintorni. Non mancherà Tomas Peters del combattivo American Papist e nemmeno Aldo Padovan di Katholisches, dedicato principalmente alle vicende della Chiesa tedesca e austriaca. Infine, sarà della partita Antonio Spataro, gesuita, che da anni studia i nuovi media e lavora all'elaborazione di una cyber-teologia.

Questa vitalità non deve sorprendere. La Chiesa cattolica è impegnata da tempo nello sforzo di comprendere e utilizzare al meglio gli strumenti digitali. Come ha dimostrato recentemente una rassegna sui siti ecclesiastici realizzata da l'Inkiesta, il Vaticano non si fa mancare nulla: dal canale di YouTube, all'applicazione per Facebook che permette di ricevere e diffondere i messaggi papali. E mentre il papa “benedice” i social network, il Web si popola di gruppi cattolici di varia estrazione mentre preti e suore sperimentano (non senza qualche incidente di percorso) le nuove tecnologie. Da suor Graziella che su Facebook conta più di 3 mila amici a Don Paolo Padrini che sviluppa applicazioni per iPhone pensate appositamente per i cattolici.

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