Si indaga sui manifesti anti-toghe. E spunta una confessione

1' di lettura

La Procura ha aperto un fascicolo sul caso per vilipendio alla magistratura. E al Giornale un ex sindaco dell'hinterland milanese dice: “Sono stato io”. La Moratti: "Si è autosospeso dalla lista del Pdl alle Comunali". Ma lui smentisce

Guarda anche:
"Br via dalle procure". Gli autori: "Solo una provocazione"
"Silvio resisti": a Milano i manifesti "anonimi" del Pdl
Manifesti pro-Silvio: torna la misteriosa associazione
Via le Br dalle procure: i nuovi manifesti

La Procura di Milano ha aperto un’indagine sul caso dei manifesti con la scritta 'Via le Br dalle procure'. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera domenica 17 aprile, ci sarebbe almeno un indagato. L’accusa è vilipendio della magistratura. Al vaglio degli inquirenti ci sarebbero più persone, su cui c'è stretto riserbo e sulle quali non è nemmeno trapelato se siano vicine al Pdl. Venerdì 15 aprile, Antonio Palmieri, deputato Pdl e responsabile internet del partito, che attraverso una pagina Facebook chiamata "Il Quaderno Azzurro" aveva condiviso i precedenti slogan comparsi nei cartelloni analoghi agli ultimi al centro del dibattito (da "Silvio resisti" a "Volete cacciare Berlusconi? Prima vincete le elezioni!") ha ribadito, a Sky.it, di non sapere chi vi sia dietro la campagna.

L'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Armando Spataro, ha portato nella giornata di sabato 16 aprile a una serie di perquisizioni e al sequestro degli stessi manifesti. Durante l'operazione, condotta dalla Digos, è stato rinvenuto tutto il materiale che è servito a stampare i manifesti, comprese le matrici.

E intanto il Giornale pubblica in prima pagina la confessione di colui che dice di essere l’autore dei manifesti. Si tratta di Roberto Lassini, un ex sindaco Dc di Turbigo che è stato travolto da un’inchiesta e poi assolto. Candidato al consiglio comunale di Milano tra le fila del Pdl, Letizia Moratti ha annunciato la sua autosospensione in seguito alla vicenda, ma l'interessato ha poi smentito. "E' nato un equivoco, non mi sono assolutamente autosospeso e il coordinamento regionale del partito ha ribadito la mia candidatura": ha detto Lassini.

“Una provocazione, nessuna offesa. Per colpa dei magistrati sono stato in carcere da innocente e ho perso tutto” racconta Lassini, 49 anni che, secondo quanto riporta il quotidiano di proprietà della famiglia Berlusconi, sarebbe il presidente di “Dalla parte della democrazia”, l’associazione che ha tappezzato il capoluogo lombardo anche di manifesti con la scritta: “Silvio resisti”, oppure “la giustizia politica uccide la libertà”. Lassini, che è un avvocato, assicura che si tratta di un’associazione “regolarmente registrata come associazione culturale” creata un paio di mesi fa “per dare manforte a Berlusconi”.

Leggi tutto