Fermi per ore i treni diretti in Francia. L'Italia protesta

La protesta di migranti e giovani dei centri sociali alla stazione di Ventimiglia
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Le autorità francesi hanno soppresso i convogli dal nostro Paese, in concomitanza con la manifestazione per la libera circolazione dei migranti. Il ministro Frattini: "Violati i principi europei". Parigi: "Misura temporanea per motivi di sicurezza"

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Si fa sempre più duro lo scontro tra Francia e Italia sul tema dell'immigrazione. I treni in partenza per la Francia, dalla stazione ferroviaria di Ventimiglia (Imperia), sono stati bloccati per ore dalle autorità francesi. Tra i convogli soppressi anche il 'treno della dignita", partito da Genova e diretto a Mentone con a bordo 150 immigrati tunisini oltre a circa 500 attivisti di diverse associazioni. Gli attivisti bloccati a Ventimiglia hanno dato allora vita a una manifestazione per la libera circolazione dei profughi tunisini in Europa davanti alla stazione della cittadina ligure. Disagi per decine e decine di viaggiatori giunti a Ventimiglia e diretti oltre frontiera, costretti a rimanere bloccati in stazione.
"Una misura temporanea", decisa per "motivi di ordine pubblico" in concomitanza con le iniziative dei centri sociali, ha spiegato Parigi. I treni hanno poi ricominciato a circolare a partire dalle 20.

Dura la reazione della Farnesina. "In relazione alla sospensione unilaterale del traffico ferroviario a Ventimiglia, il ministro degli Esteri Franco Frattini ha dato immediate istruzioni all'ambasciatore d'Italia a Parigi di svolgere un passo diplomatico presso le Autorità francesi per esprimere la ferma protesta da parte del governo italiano e chiedere chiarimenti per le sopraindicate misure che appaiono  illegittime e in chiara violazione con i generali principi europei", si legge in una nota del dicastero. "E' stato altresì sollecitato il Consolato a Nizza - conclude la nota - per attivare contatti immediati con le Autorità locali e ottenere chiarimenti al riguardo".
In serata Frattini ha poi aggiunto: "Mi rendo conto che ogni paese ha le proprie preoccupazioni anche di politica interna ma l'Ue richiede libertà di confini e se cominciamo a mettere muri non si va da nessuna parte"

Intanto, anche il ministro dell'Interno Roberto Maroni in un'intervista a SkyTG24 è tornato a parlare dei rapporti con Parigi, dopo il blocco degli immigrati e dopo che la Lega aveva invitato al boicottaggio dei prodotti francesi. "Quella è stata una reazione giusta e forte a una posizione ingiusta e sbagliata", ha sottolineato, "Avremo un vertice il 26 aprile, un bilaterale, con Sarkozy e Berlusconi. Spero che quella sia l'occasione giusta per risolvere le questioni in senso amichevole. Abbiamo tutti gli interessi a mantenere ottimi rapporti, spero che quella", ha concluso il ministro, "sia l'occasione per riallacciare un rapporto amichevole con la Francia".

Sulla polemica interviene anche il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy. "Né l'Italia né la Francia, fino ad ora, hanno fatto qualcosa di illegale", ha commentato, ma "detto questo, c'è il rischio che non sia rispettato lo spirito del Trattato di Schengen, la libera circolazione" delle persone".

Un'apertura all'accoglienza dei migranti arriva invece dalla Romania, che accoglierà 200 tunisini. "Dopo discussioni con i rappresentanti del governo e delle istituzioni interessate -  ha detto il presidente romeno Traian Basescu - è stato deciso di informare il premier Silvio Berlusconi della disponibilità della Romania ad accogliere 200 migranti".

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