Non ci fu l'attentato a Belpietro. Chiesta l'archiviazione

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Le indagini erano scattate a ottobre dell'anno scorso: il caposcorta del giornalista aveva detto di aver sorpreso un uomo armato nel condominio del direttore di Libero. Ma per la procura si trattava solo di un probabile tentativo di furto

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La procura di Milano ha chiesto di archiviare l'inchiesta sul presunto attentato al direttore del quotidiano "Libero" Maurizio Belpietro, come riferiscono fonti giudiziarie. I magistrati avevano aperto un fascicolo contro ignoti in cui si ipotizzavano i reati di tentato omicidio e detenzione abusiva di armi dopo che nella notte tra il 30 settembre e il primo ottobre dello scorso anno il caposcorta del giornalista aveva detto di aver sorpreso un uomo armato nel condominio di Belpietro.

La Procura, dicono le fonti, è arrivata alla conclusione che c'era effettivamente un uomo per le scale, ma che si trattava solo di un probabile tentativo di furto, non di un attentato. La conclusione si basa sulle dichiarazioni del poliziotto Alessandro Mastore - all'epoca dei fatti caposcorta del giornalista - che, parlando coi pm, aveva detto che non si trattava di un attentato, ma che aveva visto una persona che anche a suo parere poteva essere un ladro o un rapinatore.

"Le indagini escludono con ragionevole certezza l'ipotesi che i fatti siano riconducibili a un preordinato piano di attentato alla vita del dottor Belpietro", hanno scritto i magistrati nella richiesta di archiviazione.

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