Berlusconi e la casa a Lampedusa. Il Foglio: "Ecco le carte"

Villa Due Palme, la dimora di Lampedusa su cui avrebbe puntato gli occhi il premier (Getty)
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Dopo annunci, smentite e controsmentite il quotidiano diretto da Ferrara pubblica i documenti con il preliminare d’acquisto (a determinate condizioni) e la caparra. Firmati il 7 aprile, una settimana dopo la visita del premier sull’isola

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di Daniele Troilo

La compra, non la compra, eccome se la compra. Villa Due Palme a Lampedusa è ormai diventata la location dell’ultimo giallo su Silvio Berlusconi. Una serie di dichiarazioni e smentite, seguite da controsmentite e ulteriori affermazioni. Ora è il Foglio a pubblicare le carte con la firma del preliminare d’acquisto.

Ricapitolando: il 30 marzo il premier giunge sull’isola per risolvere l’emergenza sbarchi e dichiara: “Ho comprato casa a Lampedusa”. Il 5 aprile l’ex direttore del Corriere della Sera, Paolo Mieli, smentisce il presidente del Consiglio: “Conosco i proprietari, non è vero che ha comprato quella villa”. L’indomani lo stesso Berlusconi rivela: “Ho scoperto che sorge su un terreno demaniale, ne comprerò un’altra”. Ma, passano nemmeno 24 ore, siamo al 7 aprile e l’avvocato del premier, Niccolò Ghedini, ribadisce: “Abbiamo perfezionato l’accordo, a breve si provvederà al rogito”.

Ci pensa il Foglio di Giuliano Ferrara, in edicola venerdì 8 aprile, a pubblicare i documenti del preliminare con la caparra versata. L’oggetto è il seguente: “Offerta condizionata di acquisto  dell'immobile sito in Lampedusa". Il mittente è la società Immobiliare Idra spa e la firma che compare in calce è quella del ragioniere Giuseppe Spinelli (già assurto alle cronache per la vicenda degli assegni elargiti alle ragazze che partecipavano alle feste di Arcore). Il giornale di Ferrara pubblica anche le fotocopie dei tre assegni per la caparra confirmatoria e le firme di accettazione. E lo stesso direttore chiosa: “Ieri mi era sembrato che Paolo Mieli avesse scambiato un pasticcio per una bugia, e che avrebbe dovuto essere più cauto e contegnoso, oggi dovevo ritrattare e scusarmi, visto che pasticcio e bugia sembravano tenersi la mano, e la responsabilità sembrava da attribuire a Silvio Berlusconi, che contegnoso non è stato. Poi sono arrivati atti di preliminare d’acquisto e tre assegni per la caparra”. Quindi aggiunge: “Mi sento miracolato da tanta documentazione”.

Le carte pubblicate dal Foglio sembrerebbero firmate il 7 aprile. Quindi chi ha ragione? Di sicuro il 30 marzo, il giorno in cui Berlusconi ha annunciato ai lampedusani di "essere diventato un loro concittadino", il premier non solo non aveva ancora acquistato la villa (anche se aveva detto: "L’ho comperata") ma non aveva nemmeno provveduto alla formulazione dell’offerta.
E’ vero anche che, come ha detto a Sky.it il titolare dell’agenzia immobiliare che segue Villa Due Palme, il premier aveva mostrato interesse per quella dimora dal giorno prima della sua visita a Lampedusa e aveva provveduto a contattare, tramite i suoi legali, direttamente i proprietari. “Non è vero quindi quello che dice Paolo Mieli”, sostiene l’agente Alfredo Gennaro D’Agata.
D'altra parte, al momento non sembra nemmeno che Berlusconi abbia già comprato la villa. E infatti nell’offerta firmata il 7 aprile ci sono anche una serie di condizioni, per esempio la “pratica di affrancazione dell’immobile nei confronti del Demanio” (a carico dei proprietari, si legge sul Foglio), senza le quali non dovrebbe essere stipulato il contratto definitivo.

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