Lampedusa: strage in mare. Parlano i superstiti

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"Il pilota ha visto la polizia e ha spento i motori", "la barca imbarcava acqua e poi si è piegata". Sono le voci dei sopravvissuti al naufragio nel canale di Sicilia. "Non c'è un prezzo fisso per la traversata - spiegano - decidono gli scafisti". VIDEO

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"Stavamo navigando e la situazione era tranquilla. Poi a mezzanotte il pilota quando ha visto la polizia ha spento i motori". E' il racconto di uno dei sopravvissuti al naufragio nel canale di Sicilia di un barcone diretto verso Lampeusa, carico di migranti provenienti da diversi paesi. "Non c’è un prezzo fisso per la traversata - racconta il superstite - sono i somali che decidono, hanno in mano il mercato e fanno affari".
"Quando sono arrivati i soccorritori - dice un altro - e onde erano troppe ci siamo spostati per fare da contrappoeso, ma abbiamo iniziato a imbarcare acqua e poi la barca si è piegata".
Sono circa 200 le persone che hanno perso la vita in mare ne naufragio. Tra loro anche dei bambini

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