Immigrazione, riprendono gli sbarchi a Lampedusa

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Quasi mille extracomunitari hanno raggiunto l'isola siciliana nelle ultime ore, mentre proseguono i trasferimenti. Roberto Maroni è a Tunisi per cercare un accordo con le autorità del paese nordafricano

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Riprendono gli sbarchi a Lampedusa, con centinaia di nordafricani che hanno raggiunto nelle ultime ore le coste dell'isola siciliana. A Tunisi intanto, dopo il mezzo stop del vertice tra Berlusconi e Beji Kaid Essebsi, Roberto Maroni tenta un accordo con le autorità locali per porre un freno ai flussi migratori. L'obiettivo che si è posto il ministro dell'Interno e sul quale lavorano i tecnici del Viminale è di rimpatriare i mille già identificati subito e programmare le partenze di altrettanti entro la fine della settimana.

Continuano gli sbarchi a Lampedusa -
Secondo i dati resi noti dalla Guardia costiera sono quasi mille i nordafricani giunti sull'isola dalle ore 20 di lunedì 4 aprile alla mattina di martedì 5 aprile.  Il numero degli extracomunitari presenti sull'isola è così di circa 1.500.  Tutti sono ospitati attualmente nel centro di accoglienza di contrada Imbriacola.
Sette gli sbarchi che si sono susseguiti in 12 ore: ieri sera sul primo barcone ne sono arrivati 99; 67 e 52 nei due episodi successivi. Stamane alle 5, nel primo arrivo della giornata, giunti 400 profughi (tra cui 37 donne e 8 bambini) provenienti dalla Libia. Stessa provenienza per un'altra barca, che ha portato 34 persone, tra le quali 2 donne. Infine, due carrette dalla Tunisia, con 77 e 188 extracomunitari.

Proseguono i trasferimenti
, proteste a Pisa - Nel frattempo, la nave traghetto Clodia, salpata nei giorni scorsi da Lampedusa con circa mille immigrati a bordo, fa rotta verso Civitavecchia. Doveva inizialmente attraccare a Taranto, ma nella giornata di lunedì è stato deciso un cambio di programma. A Trapani, invece, è arrivata la nave Excelsior con a bordo 700 persone destinate alla tendopoli. (Ascolta le parole del direttore del centro di accoglienza).
In Toscana sono stati tutti alloggiati nelle strutture previste i circa 300 migranti sbarcati ieri sera a Livorno, provenienti da Lampedusa. Dalla protezione civile regionale si spiega che tutto si è svolto in modo regolare. Problemi invece persistono a Calambrone, nel Pisano: prosegue da ieri il presidio davanti all'ex ospedale ortopedico che dovrebbe ospitare un centinaio di persone, con blocco dei lavori per allestire la struttura (ascolta le interviste ai cittadini che protestano). L'accesso dei mezzi al cantiere è impedito dai manifestanti. Scoperti anche alcuni danneggiamenti all'impianto idraulico dell'ex ospedale, come tubi tagliati, e scritte del tipo 'Tirrenia agli italiani'. Traffico inoltre rallentato inoltre lungo la litoranea.

Accordo rinviato con Tunisi - Sul fronte diplomatico, intanto, si registra un nulla di fatto. L'attesa visita di Silvio Berlusconi e Roberto Maroni a Tunisi, che avrebbe dovuto concludersi con la sigla di un'intesa tra i due paesi, si è chiuso con una manifestazione d'intenti e la "volontà politica" di entrambe le parti a sottoscrivere un accordo. Ma al momento senza nessun dettaglio da mettere nero su bianco.
Una commissione tecnica di funzionari del Viminale e del ministero degli Interni tunisino è al lavoro per riempire di contenuti la cornice 'politica' più generale e oggi il ministro dell'Interno, è a Tunisi per verificare se ci sono le condizioni per dare il via libera.
"Non c'è stato alcuno stop. Abbiamo continuato a lavorare ieri pomeriggio e continueremo ora. Siamo qui per concludere l'accordo, speriamo di fare una buona cosa" ha detto Maroni, appena arrivato nella capitale nordafricana.

La Ue esprime solidarietà all'Italia
- Il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza per alzata di mano la relazione presentata dall'eurodeputato Fiorello Provera della Lega Nord sull'emergenza migratoria dal nordafrica che ha colpito Lampedusa. La relazione raccomanda ai governi dei 27 di assistere l'Italia e chiede alla Commissaria Malmstrom di attivare il meccanismo di solidarietà previsto nei trattati, inclusa la direttiva 55 sulla 'protezione temporanea' dei rifugiati che provengono da zone di guerra.

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