L’Aquila, due anni dopo. Ancora 37 mila le persone assistite

Poggio di Roio, 22 settembre 2010. Foto di Paolo Pisanelli, regista del film Ju Tarramutu
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L'uso di psicofarmaci è aumentato del 30% ed è cresciuto di circa il 7% il consumo e la dipendenza da alcol e droga. Il 5% dei bimbi, invece, vive ancora con la paura del terremoto. Questa la fotografia della città sconvolta dal sisma del 2009. SPECIALE

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E' la notte tra il 5 e il 6 aprile del 2009. Alle 3.32 del mattino, L'Aquila viene colpita da una scossa di terremoto di 5,8 gradi della scala Richter che in pochi minuti distrugge gran parte del centro storico e molti paesi vicini. Il bilancio è di più 300 le vittime, 1.600 feriti, decine di migliaia gli sfollati. La frazione est della città, Onna, è rasa completamente al suolo. La macchina dei soccorsi non tarda a mettersi in moto (IL VIDEO E LE E FOTO DEI PRIMI INTERVENTI).
Molte le persone che vigili del fuoco e Protezione civile riescono a estrarre vive dalle macerie: tra queste Marta Valente, 24 anni di Bisenti, studentessa di Medicina, viene salvata dopo 23 ore; Eleonora Calesini, 21 anni, di Mondaino, dopo 42 ore, Maria D'Antuono, 98 anni, di Tempera, viene trovata viva dopo 30 ore.
I feriti vengono ricoverati negli ospedali di Avezzano, Pescara, Chieti, Ancona, Roma, Rieti, Foligno e Terni. L'ospedale "San Salvatore" dell'Aquila è gravemente danneggiato dal sisma, e feriti e degenti sono costretti a stare sui lettini e sulle barelle all'esterno dell'edificio, con temperature che scendono anche sotto lo zero di notte.
Oltre 35mila scosse, una media di una scossa ogni due minuti e mezzo vengono registrate dal 6 aprile in poi.

A due anni di distanza, sono ancora 37.733 (15 mila in meno rispetto al 2010) le persone assistite a L'Aquila e nei 56 del cratere sismico, secondo i dati recenti della Struttura per la gestione dell'emergenza (Sge). Di queste, poco meno di 23mila risiedono in alloggi Map del Progetto Case, dislocati in 19 new town; circa 13 mila sono beneficiarie del contributo di autonoma sistemazione (200 euro a persona ogni mese) e 1.328 sono ancora in strutture ricettive abruzzesi e nelle caserme.
Una serie di difficoltà che hanno indotto nelle scorse settimane il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente e commissario vicario alla ricostruzione a presentare le dimissioni. Milioni le tonnellate di materiali derivanti dai crolli e dalle demolizioni, ma non c'è un dato ufficiale. Sul fronte delle tasse, invece, dopo una sospensione di 15 mesi, da luglio
2010 gli aquilani hanno ripreso a pagare le imposte e, dal prossimo novembre, dovranno pagare in aggiunta anche quelle non versate da aprile 2009 a giugno 2010, nell'ambito di un regime fiscale da molti definito "penalizzante" rispetto ai terremoti di Umbria-Marche e Molise. Per la ricostruzione sono stati stanziati complessivamente 14.767 miliardi, ma i dati di novembre del Commissario delegato indicano una disponibilità di cassa pari a poco più di 3. Nel solo capoluogo, risultano danneggiati 16 mila edifici e, di questi, 8.700 sono
classificati 'E'. Sono circa 12 mila le richieste di indennizzo presentate e per 9.600 di esse (l'80% delle domande) è già stato erogato il contributo. Ad oggi, nel complesso, è stata
presentata la dichiarazione di fine lavori per circa 4.600 edifici.

Risulta difficile, però, ricostruire il tessuto sociale.
Secondo alcuni sondaggi, il 97% degli intervistati reclama le piazze e i locali nel centro storico. L'uso di psicofarmaci è aumentato del 30%, ed è cresciuto di circa il 7% il consumo e la dipendenza da alcol e droga. Il 5% dei bimbi vive ancora con la paura del terremoto, oltre il 7% somatizza l'ansia post-traumatica da stress.

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