Lampedusa, ancora sbarchi. Ma riprendono i trasferimenti

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Sono circa 300 i migranti arrivati nelle ultime ore. Intanto, dall'isola partono le navi che porteranno gli immigrati in Puglia, Campania e Toscana. Ritrovati davanti alle coste della Libia i corpi di 70 persone morte durante la traversata verso l'Italia

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Questa è la giornata che potrebbe rappresentare la svolta a Lampedusa. Dopo i disordini dei giorni scorsi, infatti, sono ripresi i trasferimenti dei migranti verso le tendopoli allestite in altri centri d'Italia. Con la nave Excelsior verranno trasferiti 1.600 migranti. Nella notte del 2 aprile, invece, sono partite altre 500 persone e altre due navi ne dovrebbero imbarcare 2800 per concludere entro oggi le operazioni di svuotamento dell'isola.

Continuano gli sbarchi - Non si arrestano, però, gli sbarchi sulle coste siciliane. Sono più di 360 gli immigrati sbarcati tra la notte di sabato e domenica 3 aprile sull'isola di Lampedusa. Sulla  prima imbarcazione, arrivata intorno alle 5, c'erano 113 migranti tra  cui due minori, sulla seconda 133 tra cui nove minori e sulla terza, 98, tra cui due donne e cinque minori. L'ultimo arrivo, avvenuto all'ora di pranzo, è un'imbarcazione con circa 20 migranti a bordo. Sta bene intanto il fotoreporter napoletano Giulio Piscitelli che si trovava a bordo dell'ultimo mezzo sbarcato che ha rischiato di affondare. Il giovane fotografo freelance ha lasciato il  molo con i poliziotti senza volere rilasciare dichiarazioni. Era stato proprio lo stesso fotoreporter a lanciare l'allarme questa mattina quando il natante aveva iniziato ad imbarcare acqua.

Rinvenuti i corpi senza vita di circa 70 migranti - Sale intanto il bilancio delle vittime dei viaggi della disperazione: secondo padre Joseph Cassar, responsabile del servizio dei Gesuiti per i rifugiati a Malta, sulle spiagge libiche sono stati recuperati una settantina di corpi. (GUARDA IL VIDEO).

Tensione anche a Manduria - Pare invece essere tornata alla normalità la situazione nella tendopoli di Manduria, in provincia di Taranto, dove sabato un immigrato ha tentato di darsi fuoco per protesta ma è stato bloccato dalle forze dell'ordine (GUARDA LE FOTO). Nel caos provocato dall'episodio un funzionario della polizia, il dirigente dell'ufficio immigrazione della questura di Taranto, Antonio Calcagni, è rimasto colpito al volto dal cancello d'ingresso della tendopoli rimanendo ferito. Il funzionario è stato medicato nell'ospedale di Manduria dove gli sono stati praticati due punti di sutura. Nella tendopoli inoltre in giornata ci sono state altre fughe di massa (GUARDA LE FOTO).

Botta e riposta tra Tunisia e Italia -
Intanto resta alta la tensione tra Italia e Tunisia in prossimità della missione nel paese africano  del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Nella serata di sabato, il governo di Tunisi ha fatto sapere che "non è stato concluso alcun accordo" tra i due Paesi per fermare l'afflusso di migranti sulle coste italiane, quando i ministri dell'Interno, Roberto Maroni, e degli Esteri, Franco Frattini, sono andati a Tunisi, lo scorso 25 marzo. E anzi, il governo tunisino ha chiesto agli italiani maggiore solidarietà, soprattutto in un momento così delicato in cui Tunisi deve far fronte, al confine con la Libia, con l'arrivo di oltre 150mila rifugiati.
Immediata la replica di Roma. Fonti diplomatiche hanno fatto presente che la visita del premier Silvio Berlusconi servirà proprio per chiedere al Paese nordafricano di tenere fede agli impegni presi, un impegno politico che Tunisi non sta rispettando. I trattati ci sono, hanno aggiunto fonti della Farnesina, e sulla base di questi trattati è stata definita un'intesa politica, messa anche per iscritto; un'intesa che richiedeva impegni molto chiari che fino a questo momento non si sono concretizzati, né sui rimpatri né sul blocco dei flussi.

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