Tornano in piazza i "no war" contro la guerra in Libia

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Mobilitazioni in tutta Italia, a Roma centinaia di manifestanti si sono radunati in piazza Navona. Gino Strada, fondatore di Emergency: “Quando si bombarda si chiama guerra, si possono utilizzare tutti gli aggettivi, ma rimane sempre guerra”. VIDEO

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Il mondo dei “no war” si è mobilitato in tutta Italia per protestare contro l'intervento in Libia, per "sostenere le rivoluzioni e le lotte per la democrazia e la libertà, garantire accoglienza e protezione ai profughi e ai migranti, opporsi alle dittature, ai regimi, alle occupazioni militari, alle repressioni in corso". A promuovere la protesta il coordinamento 2 aprile, che raccoglie numerose sigle di associazioni e organizzazioni.

Così a Roma alcune centinaia di manifestanti si sono radunati a piazza Navona. Sul palco, allestito da Emergency, ha parlato Gino Strada: "Quando si bombarda si chiama guerra - ha detto il fondatore di Emergency - poi si possono utilizzare tutti gli aggettivi, ma rimane sempre guerra. Il problema non è cosa si può fare ora, ma cosa si poteva fare in questi anni. Cos'ha fatto la politica? Si sarebbero potuti spedire degli ispettori eppure con la Libia in questi anni si è trattato. Ora bisogna abolire la guerra come si è fatto con la schiavitù".

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