"E' un dovere dare casa agli immigrati" diceva il premier

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Così parlava Berlusconi alla tv tunisina Nessma il 30 agosto 2009. Oggi, alla luce dell'emergenza immigrazione, il presidente del Consiglio accusa: ci sono 5mila cittadini tunisini che non sono "particolarmente accettabili" in Italia. VIDEO

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FOTO L'isola prima e dopo gli sbarchi - L'arrivo del premier - Villa Berlusconi a Lampedusa

Gli italiani sono stati un popolo di emigranti. In molti hanno lasciato il nostro Paese per cercare fortuna all’estero, soprattutto in America e, alla luce della nostra storia “abbiamo il dovere di guardare a quanti vogliono venire in Italia con una totale apertura di cuore e di dare loro la possibilità di un lavoro, di una casa, di una scuola per i figli e la possibilità di un benessere che significa anche la salute e l’apertura di tutti i nostri ospedali alle loro necessità. E questa è la politica del mio governo”. Parlava così il presidente del Consiglio Berlusconi all’emittente satellitare tunisina di sua proprietà, Nessma tv. Era il 31 agosto 2009 quando, intervistato dal cronista tunisino, il premier spiegava la posizione dell’Italia rispetto agli immigrati che arrivano sulle coste del nostro Paese.

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Oggi, a un anno e mezzo di distanza da quell'intervento, la politica del governo appare cambiata. Dopo l'infelice esclamazione del ministro leghista Umberto Bossi, che davanti all'emergenza immigrati a Lampedusa ha dichiarato "fora di ball", è lo stesso presidente del Consiglio Berlusconi a denunciare che al 31 marzo 2011 ci sono 5mila cittadini tunisini che non sono "particolarmente accettabili" da parte dell'Italia e, quindi, vanno rimpatriati.
"Sono già 25.000 coloro che sono arrivati dalla sponda sud del Mediterraneo" ha dichiarato il premier. Insomma, "la Tunisia non sta collaborando" per limitare gli sbarchi ha affermato il premier facendo anche cenno alle tensioni nate tra gli abitanti di Lampedusa esasperati dalla presenza di immigrati sull'isola.
Insomma, altri tempi, altre politiche.

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