Lampedusa si svuota, partiti oltre 2mila migranti

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Berlusconi accusa: Tunisi non collabora sui rimpatri. Sono già 25mila gli immigrati giunti dalle coste nordafricane. Poi, annuncia che volerà in Tunisia. Proteste a Coltano (Pisa)

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(In fondo all'articolo tutti i video sull'emergenza)

Lampedusa inizia a svuotarsi, ma il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ammonisce: il governo tunisino non sta mettendo in atto gli accordi sull'immigrazione stipulati con l'Italia, e ancora: ci sono 5 mila cittadini tunisini che non sono "particolarmente accettabili" da parte dell'Italia e, quindi, vanno rimpatriati.
Questa l'accusa del premier che, nella serata di giovedì 31 marzo annuncia che lunedì 4 aprile si recherà in Tunisia per affrontare il nodo delle migliaia di migranti che arrivano
sulle coste italiane, soprattutto sull'isola di Lampedusa.

D'accordo il ministro dell'Interno Roberto Maroni, secondo cui l'emergenza immigrati si risolve "solo se e quando la Tunisia blocca le sue coste e si riprende i clandestini che sono
usciti, confido che le autorità tunisine rispettino gli accordi. Il che al momento non è avvenuto". Secondo l'Ue per procedere al rimpatrio degli immigrati clandestini è necessario l'accordo con i Paesi d'origine, lo ha ribadito il portavoce della commissaria Ue agli Affari
interni, Cecilia Malmstrom: "Bisogna distinguere fra i rifugiati che hanno diritto alla protezione internazionale e quelli che invece sono immigrati irregolari senza titoli per
restare in Europa".
Intanto, i 50mila profughi previsti saranno equamente distribuiti nel territorio nazionale in ciascuna regione, escluso l'Abruzzo. Al termine del Consiglio dei Ministri il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha annunciato di aver messo "a disposizione del ministero dell'Interno altri sette siti solo al Nord" per l'accoglienza di immigrati. Dal canto suo Maroni ha sottolineato che "in tempi rapidi prevediamo la realizzazione di altri siti capaci di accogliere, qualora ce ne fosse bisogno, altri diecimila immigrati" (ASCOLTA L'INTERVENTO). Ma si apre un fronte con le Regioni sugli irregolari: per il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani, i governatori "non hanno condiviso la questione delle tendopoli per gli immigrati irregolari. Si è trattato di una iniziativa unilaterale del governo".

Ancora tensione a Lampedusa, dove dopo il trasferimento di 1.700 tunisini, sull'isola restano comunque più di 4 mila immigrati che continuano a bivaccare sulla collinetta
sovrastante il porto vecchio. Un gruppo di tunisini ha inscenato nella mattinata di giovedì 31 marzo una protesta per sollecitare trasferimento dall'isola, alcuni hanno annunciato l'intenzione di effettuare uno sciopero della fame contro la minaccia di rimpatrio. Le cattive condizioni del mare stanno rallentando le operazioni di sgombero. Mentre attrezzature mediche e altro materiale sanitario è stato rubato dalla tenda allestita dalla Regione siciliana nel porto di Lampedusa per prestare la prima assistenza all'arrivo dei migranti in banchina. A seguito del furto, la tenda della Regione è stata disattivata.

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