Tragedia in mare, affonda un gommone

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Possibile naufragio nel Canale di Sicilia. Un'imbarcazione diretta a Lampedusa sarebbe affondata e tra i dispersi ci sarebbe un bambino. Un superstite: "Siamo partiti dalla Libia in 35, poi la barca è affondata e molti sono morti". IL VIDEO DEL RECUPERO

Allarme nella tarda serata di mercoledì 30 marzo a Lampedusa per un possibile naufragio con 11 vittime mentre erano in corso le operazioni di imbarco per il dislocamento degli immigrati in altre zone. I migranti, tra loro anche un bambino, sarebbero morti nel Canale di Sicilia, mentre erano diretti verso l'isola. La voce, però, non trova ancora conferme ufficiali.

A riferire l'accaduto sono stati per prima sette profughi soccorsi e portati a Lampedusa. Il racconto viene però preso con scetticismo dalla Guardia costiera. Alle Capitanerie di Porto non risulta alcun affondamento di natanti nelle acque di ricerca e soccorso italiane. Gli extracomunitari, provenienti da Gambia e Sudan, erano stati soccorsi la notte tra martedì e mercoledì dalla nave della Marina militare italiana 'Comandante Borsini' mentre erano a bordo di un peschereccio egiziano ed hanno raccontato di essere partiti dalla Libia. I migranti sono stati poi presi in consegna dalla Guardia Costiera che li ha portati a Lampedusa, dove hanno riferito del presunto naufragio.

Sulla motovedetta italiana si trovava una troupe di Sky impegnata a realizzare SOS Lampedusa - Diario di Fabio Caressa , uno speciale che andrà in onda giovedì 7 aprile alle 22.05 su Sky Uno. Il video con il recupero dei migranti e il trasporto verso Lampedusa può essere visto qui sopra.

Altri cinque migranti sono giunti nel pomeriggio di mercoledì a Lampedusa, soccorsi da un altro motopesca egiziano. Proprio questa coincidenza - la duplice presenza nei due episodi di motopesca egiziani, che potrebbero essere impiegati nel trasporto illegale di extracomunitari verso Lampedusa - ha insospettito la Guardia costiera circa la veridicità del racconto degli extracomunitari.

I due gruppi di migranti recuperati hanno riferito di avere viaggiato sullo stesso barcone che avrebbe fatto naufragio. Sul numero delle vittime il racconto dei superstiti è stato lacunoso: alcuni hanno infatti raccontato di essere partiti in 18 dalla Libia. Secondo questa versione i morti sarebbero dunque sette e non 11.

Una conferma, seppur vaga, del racconto viene però dal personale del Poliambulatorio dove i superstiti sono stati portati.. Il medico Giuseppe Strano, ricorda che "qualcuno di loro, parlando con i mediatori, sosteneva che alcuni compagni di viaggio erano morti e tra questi, mi è sembrato di capire, anche qualche bambino". Dai sanitari del poliambulatorio arrivano anche versione diverse su quante erano le persone imbarcate. Alcuni dicono che sul parcone fossero in 18, mentre un altro medico dice di aver sentito parlare di 35. In mezzo a queste notizie frammentarie, il dottor Strano ha alcuni precisi ricordi: "nella notte ne sono arrivati 5 e il giorno dopo altri 6, uno di loro era in stato ipotermico e per un'ora e mezza non ha aperto bocca. Dopo le prime cure - dice con soddisfazione - gli abbiamo anche strappato un sorriso. Gli 11 sono stati tutti dimessi, l'ultimo Mohamed ha lasciato il poliambulatorio ieri notte".



Ascolta le parole del comandante della guardia costiera

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