Lampedusa, oltre 2mila senza cibo. Bossi: "Föra da i ball"

Immigrati a Lampedusa
1' di lettura

Sull'isola circa 6200 migranti ma non ci sono pasti a sufficienza. Polemiche per le parole del ministro leghista. Il richiamo di Napolitano: tutte le Regioni devono fare la loro parte. Gli isolani occupano il Comune per protesta

Guarda anche:
Migranti in fuga dalla tendopoli di Manduria. IL VIDEO
Lo speciale Mediterraneo: la guerra e gli sbarchi
Gli immigrati e l'Italia: tutte le foto
Le foto dell'isola prima e dopo gli sbarchi

(In fondo all'articolo tutti i video sull'emergenza)

Le polemiche, i disordini e la rabbia non fermano gli sbarchi. A Lampedusa, martedì 29 marzo, si contano 6.200 immigrati. Di questi, 1.500 sono ancora ospitati nel centro di prima accoglienza di contrada Imbriacola, 450 nella ex base Loran, 420 nelle strutture messe a disposizione dalla Chiesa e il resto, circa 4mila, nella stazione marittima.
Ma ora è anche emergenza cibo.
Sono più di 2mila gli extracomunitari che non hanno nulla da mangiare. La società "Lampedusa accoglienza", che gestisce per contratto con la Prefettura l'assistenza agli immigrati, distribuisce 4.200 pasti: nell'isola, come spiega il sindaco Dino De Rubeis, gli immigrati sono 6.200, per cui un terzo non riceve cibo. E si arrangia come può.

Bossi: "La soluzione? Fora dai ball"
- E sull'emergenza immigrati è intervenuto il leader della Lega Umberto Bossi. A chi gli chiedeva quale potesse essere la soluzione il Senatur ha risposto "föra da i ball". Per il leader della Lega, infatti, l'unica via d'uscita è quella di riportare gli immigrati a casa loro, anche perché "nessuna regione è contenta di prenderseli". Insomma, ha insistito, "la prima cosa è partire dall'isola e portarli a casa. Ma  queste sono cose che Maroni conosce a menadito". Quanto a un possibile accordo con la Tunisia per i rimpatri, Bossi osserva: "Se troviamo  qualcuno con cui parlare...".

Berlusconi va a Lampedusa  -
Intanto, Silvio Berlusconi ha annunciato che si recherà a Lampedusa. Mercoledì 30 marzo, infatti, arriverà sull'isola. Come in altre emergenze, per esempio il terremoto dell'Aquila, il premier prova a "mettere la faccia" sulla soluzione della crisi umanitaria dell'isola (era una richiesta dell'opposizione) e ad individuare una linea condivisa. Tuttavia l'ondata migratoria in corso si intreccia strettamente con la guerra in Libia, i rapporti con l'Europa e con le stesse Regioni italiane.
Il duro richiamo di Giorgio Napolitano dagli Stati Uniti (GUARDA IL VIDEO), dove è in visita di Stato, ha messo in guardia un po' tutti sulle terribili contraddizioni che vanno emergendo: certamente l'immigrazione è un problema che l'Europa non può ignorare, ha fatto sapere il capo dello Stato, ma anche le Regioni non possono giocare a scaricabarile, rifiutando l'accoglienza e dando uno spettacolo inaccettabile che rischia di compromettere la nostra immagine nel mondo.
Il Cavaliere ha così deciso di prendere in mano le redini della situazione anche per riequilibrare la linea politica, dopo l'infelice sortita di Umberto Bossi, che ha indignato l'opposizione. Se questa è la linea del governo, ha commentato infatti Pierluigi Bersani, faccia da solo. Ma è Pierferdinando Casini a centrare il cuore del problema: se le regioni del Nord non fanno la loro parte, non si può invocare la solidarietà dell'Unione europea. Del resto Cecilia Malmstrom, ministro degli interni Ue, ha osservato che l'Italia ha già molte risorse messe a disposizione dall'Ue per fronteggiare l'emergenza immigrazione e non deve fare altro che usarle.

Sei navi trasferiranno tutti i migranti - Mercoledì 30 marzo, però, l'isola dovrebbe essere svuotata. Sei navi con una capienza complessiva di 10mila posti, saranno a Lampedusa per trasferire tutti i migranti. Il piano messo a punto dall'unità di crisi, d'intesa con il governo, prevede l'impiego di cinque navi passeggeri di diverse compagnie di navigazione e dell'unità militar San Marco che in questi giorni è già stata utilizzata per il trasferimento degli immigrati ad Augusta e Taranto. Nello stesso tempo il governo sta predisponendo in tutto il territorio nazionale la realizzazione di alcune tendopoli e la ristrutturazione di alcune caserme per ospitare i migranti.

Occupato il municipio - I lampedusani, però, sono esasperati. E dopo il blocco del porto effettuato lunedì 28 marzo per impedire l'arrivo di nuovi barconi, nella giornata di martedì hanno occupato l'aula consigliare del Comune per protestare contro la situazione dell'isola. "L'occupazione è iniziata lunedì 28 marzo. 200-300 cittadini si danno il cambio giorno e notte" ha detto una vigilessa di Lampedusa.

Guarda tutti i video sull'emergenza a Lampedusa:

Leggi tutto