Trapani, l’aeroporto riapre parzialmente ai voli civili

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Accordo raggiunto tra Aeronautica militare ed Enac. A partire dalle 7:30 del 30 marzo riprenderanno i collegamenti per un massimo giornaliero di 18 in arrivo e 18 in partenza. Lo scalo era stato chiuso il 21 marzo a causa della guerra in Libia

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Accordo raggiunto tra Aeronautica militare ed Enac, l'Ente nazionale per l'aviazione civile, per l'apertura parziale al traffico civile dell'aeroporto di Trapani Birgi. Lo rende noto il Ministero della Difesa in una nota, precisando che la riapertura "tecnicamente avrà effetto sin dalla mattina di mercoledì 30 marzo, per quattro velivoli civili per un massimo di 18 voli giornalieri". L'aeroporto di Trapani, scalo militare aperto all'uso civile, era stato chiuso lo scorso 21 marzo ai voli civili in concomitanza con l'avvio dell'attacco aereo degli alleati contro il leader libico Muammar Gheddafi.

La riapertura - Nel pomeriggio del 29 marzo, presso lo Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, si è svolto un incontro finalizzato proprio a individuare i tempi e le modalità ottimali per la riapertura parziale al traffico aereo civile dell'Aeroporto di Trapani. “L'Aeronautica Militare - si legge in una nota diffusa dall’Enac - sulla base dell'esperienza maturata nella prima fase di rischieramento degli assetti militari, dello stabilizzarsi delle operazioni e delle conseguenti esigenze logistiche ai contingenti rischierati nonché a seguito della riorganizzazione della catena di Comando e Controllo in ambito Nato, ha valutato possibile contemperare interessi militari e civili tramite una parziale progressiva riapertura dell'aeroporto al traffico aereo civile a partire dalle ore 07:30 del 30 marzo 2011”. Saranno inizialmente operati fino a un massimo di 18 voli in arrivo e 18 voli in partenza (guarda tutte le informazioni sui voli), garantendo anche la salvaguardia di alcune tratte di continuità territoriale che collegano Trapani e Pantelleria.Lo Stato Maggiore dell'Aeronautica, comunque, "ha espresso la propria disponibilità a valutare progressivamente l'incremento del numero dei voli civili, compatibilmente con l'evolversi della situazione e le necessità della difesa aerea".

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