Berlusconi ringrazia i "fan" davanti al tribunale. VIDEO

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Il premier ha partecipato all'udienza preliminare del processo sui diritti televisivi, in cui è imputato per frode fiscale e appropriazione indebita. Il prossimo appuntamento per Mediatrade è stato fissato per il 4 aprile. VIDEO E FOTO

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Si è presentato in aula e tornerà. Come annunciato dai suoi legali , lunedì 28 marzo il premier Silvio Berlusconi si è presentato a palazzo di Giustizia di Milano per il processo Mediatrade , che lo vede imputato per frode fiscale e appropriazione indebita.
Un'udienza a porte chiuse davanti al gup Maria Vicidomini, al settimo piano del tribunale, che si è chiusa con una stretta di mano del premier ai pm Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro. A raccontare che è "andata bene" è lo stesso Berlusconi, che all'uscita, dopo circa due ore, si è fermato a salutare i sostenitori che avevano allestito un gazebo davanti all'ingresso di corso di porta Vittoria.
Salito sul predellino della sua auto ( GUARDA LE FOTO ), ha elargito sorrisi e saluti, rassicurato i militanti sull'esito dell'udienza e fissato un nuovo appuntamento, per il 4 aprile, data nella quale è stato aggiornato il processo Mediatrade: "Mi sto preparando al 4 aprile" ha detto il premier annunciando così che tornerà in aula. Atmosfera serena, dunque, e premier "molto tranquillo" come ha riferito il coordinatore lombardo del partito Mantovani, che si è fermato con la piccola folla di simpatizzanti. A loro si è unito anche il  sottosegretario Daniela Santanchè. Non è mancato poi qualche momento di tensione
tra i supporter del premier e i suoi contestatori. Le vicendevoli urla avevano più o meno questo tenore: 'vergogna', 'lasciatelo lavorare' da una parte; e 'dimissioni, dimissioni'
dall'altra'. Bandiere tricolore e del Pdl per i berlusconiani, e bandiere dell'Idv per gli 'oppositori'. ( GUARDA IL VIDEO ).

Prima dell'intervento in aula, Berlusconi aveva scelto di far sentire la propria voce a Mattino 5, per attaccare sinistra e giudici. Parlando del processo Mediatrade aveva detto: "E' il venticinquesimo processo" contro di me, "negli altri sono sempre stato assolto", anche questo processo rientra nel tentativo della sinistra di "cercare di eliminare il maggior ostacolo", sono "accuse infondate e ridicole". "In Mediaset non mi sono mai occupato dei diritti televisivi, è un fatto che dal '94 mi sono allontanato dalle aziende per dedicarmi al Paese", ha spiegato il premier, concludendo con una stoccata alla Procura di Milano: "Ha dimostrato di avere contro di me una volontà persecutoria che non si ferma neanche di fronte al ridicolo". La scelta di andare in tribunale, ha detto ancora il presidente del Consiglio, "è conseguente a quella incredibile sentenza della Corte costituzionale che ha deciso che in Italia, soltanto in Italia, un presidente del Consiglio, che si deve occupare dei problemi del Paese, possa essere sottoposto a processo, distogliendo la sua testa e il suo tempo dall'incarico e dalla responsabilità pubblica".

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