Sarah Scazzi, nuova lettera dello zio: l'ho uccisa io

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In una missiva destinata al suo avvocato difensore Michele Misseri avrebbe fornito un'altra versione sull'omicidio della ragazza di Avetrana. Avrebbe ucciso la nipote in uno scatto di ira nel garage. La ricostruzione è simile a quella della moglie

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Ci sarebbe una nuova ricostruzione dell'omicidio di Sarah Scazzi, a sette mesi dal delitto e a poco meno di sei mesi dal ritrovamento del cadavere della quindicenne in un pozzo nelle campagne di Avetrana. A fornirla, neanche a dirlo, sarebbe stato Michele Misseri, il principale protagonista dell'inchiesta.

Lui, zio Michele, avrebbe strangolato con una corda la nipote in un violento scatto di ira nel garage di casa perché Sarah non si sarebbe allontanata, così come lui le aveva detto, infuriato per il fatto che il motore del suo trattore non ne voleva sapere di partire. La confessione sarebbe contenuta in una lettera che Misseri avrebbe consegnato, o forse spedito, al suo difensore di fiducia, l'avvocato Francesco De Cristofaro del foro di Roma.

La circostanza è stata riferita nella trasmissione di Rai Uno La vita in diretta. De Cristofaro, interpellato dall'agenzia Ansa, non ha confermato né smentito l'esistenza della lettera, limitandosi a riferire che con il suo cliente è in corso una corrispondenza postale. Secondo indiscrezioni, la lettera sarebbe in possesso della Procura della Repubblica di Taranto.

La missiva, secondo quanto riferito nella trasmissione tv, sarebbe stata scritta il 16 febbraio scorso. Misseri avrebbe raccontato che il 26 agosto dello scorso anno Sarah sarebbe entrata nel garage mentre lui era adirato perché non partiva il motore del trattore. L'uomo avrebbe invitato bruscamente la nipote ad andar via, la ragazzina non gli avrebbe dato retta e Misseri, preso da un raptus d'ira, avrebbe strangolato la nipote con una corda.

La versione coincide quasi completamente con la presunta ricostruzione dei fatti riferita dalla moglie di Michele Misseri, Cosima Serrano, in una intervista rilasciata l'altro giorno alla Stampa. Ricostruzione che, secondo quanto dichiarato dalla donna, le avrebbe fatto lo stesso marito.

Intanto giovedì 24 i carabinieri sono tornati in quel garage di casa Misseri sequestrando, su disposizione della Procura, due compressori. Il decreto di sequestro era riferito ad un compressore, ma nel garage i militari ne hanno trovato due decidendo di portarli via. Era stato proprio Michele Misseri, in una lettera inviata mesi fa alla figlia maggiore Valentina, a parlare di un compressore, scrivendo che Sarah vi avrebbe battuto la testa cadendo dopo essere stata strangolata. Ora su quei compressori verranno eseguiti rilievi per accertare eventuale presenza di tracce di Sarah. Ennesime puntate di una inchiesta che sembra non voler mai imboccare la stretta finale.

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