Flavia Perina promette: "Scordatevi di azzittirci"

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Il direttore (Fli) del Secolo d'Italia viene "esonerato con effetto immediato" dalla guida del quotidiano politico tornato portavoce del Pdl. Divorzio più soft quello tra il Messaggero e Roberto Napoletano

Qualche tempo fa la decisione di lasciare il Pdl per seguire Fini in Futuro e Libertà, ora la “cacciata” dalla direzione del quotidiano “Secolo d’Italia”. Al termine di una lunga polemica, la parlamentare e giornalista Flavia Perina da mercoledì 23 marzo non è più alla guida del quotidiano politico di via della Scrofa: è stata infatti esonerata “con effetto immediato” dalle “funzioni di direttore politico” attraverso una lettera a firma del nuovo direttore del Cda, Giuseppe Valentino, come dichiara lei stessa al sito Internet il Futurista, vicino a Fli.

Il Secolo d’Italia, prima organo del Msi e di An, poi sostenitore delle posizioni del presidente della Camera, con questa scelta torna a farsi portavoce di un’area politica (quella degli ex di An rimasti con Berlusconi) organica al Popolo della Libertà.
Un esonero che la Perina – nell’editoriale di mercoledì 23 marzo - definisce un “atto di prepotenza”, “controprova del clima di intimidazione e illiberalità vigente in uno schieramento dove risulta inammissibile persino la solidarietà personale al “nemico”.

“Nel linguaggio giornalistico questo dovrebbe essere il famoso “fondo di addio”, ma la definizione non si addice affatto al mio stato d’animo – scrive l’ex direttore sulle colonne del Secolo d’Italia - Non ho la minima intenzione di dare l’addio al progetto di “un’altra destra”, anche giornalistica, e tantomeno lo farò per cedere il passo alle confuse manovre di una proprietà che non ha avuto nemmeno il coraggio di un colloquio faccia a faccia”.
La Perina però non abbandonerà il quotidiano. Il Secolo le ha infatti offerto di curare la rubrica d’Altro canto, “per consentire anche argomenti in dissenso rispetto alla linea editoriale”. Argomenti come “l’integrazione, i rapporti politici tra Pdl e Lega, le relazioni con il mondo musulmano, la subalternità a una cultura regressiva e reazionaria”. Insomma, temi dei quali la Perina ha scritto negli ultimi quattro anni.

“Mi viene da ridere - conclude - pensando che qualcuno immagini di contenere questo fiume dentro le due colonne di una rubrica, circondata magari dall’elogio di Gheddafi o dalla difesa delle povere Olgettine”.

A quanto pare, però, questo sembra essere il tempo degli addii per più di un direttore. Mercoledì 23 marzo, infatti, con un lungo e commosso editoriale dal titolo "Un grande amore", Roberto Napolitano annuncia la fine dell'era della sua direzione de il quotidiano il Messaggero. Il direttore passa infatti al Sole 24Ore organo di Gianni Riotta.

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