"Esporre il Crocifisso non viola i diritti umani"

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Lo ha stabilito con una sentenza la Corte Europea di Strasburgo assolvendo l'Italia e rovesciando il giudizio di primo grado del 3 novembre 2009 che aveva provocato forti polemiche

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La presenza del crocefisso nelle aule italiane non è contraria ai diritti fondamentali. Lo ha deciso venerdì 18 la Corte europea dei diritti dell'uomo, La sentenza, che è definitiva, rovescia il giudizio di primo grado del 3 novembre 2009 che aveva provocato forti polemiche.

La vicenda che ha portato alla sentenza ha per protagonista Soila Lautsi, una casalinga di origine finlandese. Nel 2001 la donna si sentì offesa dalla presenza del simbolo del cristianesimo nelle aule dell'istituto comprensivo Vittorio da Feltre di Abano Terme frequentato dai suoi figli di 11 e 13 anni. Secondo la donna, la presenza del crocifisso era contraria ai principi di laicità nei quali voleva educare i figli e per questo chiese alla scuola di toglierlo facendo riferimento a una sentenza del 2000 con cui la Cassazione ordinava di rimuovere il simbolo religioso dai seggi elettorali.

Nel maggio del 2002 la scuola decise di lasciare il crocifisso nelle aule e il ministero dell'Istruzione trasformò la disposizione in una sua direttiva inoltrandola a tutti gli istituti. Due mesi più tardi la signora Lautsi fece appello di fronte al Tar che inoltrò la questione alla Corte Costituzionale che a sua volta si dichiarò non competente e restituì tutto al tribunale amministrativo del Veneto.

Nel marzo del 2005 il Tar stabilì che il crocifisso è un simbolo della storia, della cultura e dell'identità italiana e respinse il ricorso della casalinga finlandese. Un anno dopo anche il Consiglio di stato le diede torto, sancendo che la croce e' diventata uno dei valori secolari della Costituzione italiana e rappresenta i valori della vita civile. Da qui la decisione di fare ricorso alla Corte di Strasburgo.

"Esprimo profonda soddisfazione per la sentenza della Corte di Strasburgo, un pronunciamento nel quale si riconosce la gran parte del popolo italiano. Si tratta di una grande vittoria per la difesa di un simbolo irrinunciabile della storia e dell'identità culturale del nostro Paese": così il ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, commenta l'assoluzione dell'Italia dall'accusa di violazione dei diritti umani per l'esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche.

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