Pedofilia, nel 2010 raddoppiati i siti pedopornografici

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Il dossier dell’associazione Meter guidata da don Di Noto evidenzia una crescita preoccupante del fenomeno. Un aspetto positivo arriva però dai social network, dove si registra una diminuzione della presenza di pedofili

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Nel 2010 è raddoppiato il numero di siti internet con contenuto pedofilo scoperti dell'associazione Meter e segnalato alle polizie postali. E' il dato più eclatante del rapporto Meter 2010. Il dossier stima in 14 miliardi annui il giro d'affari legato a pedofilia e pedopornografia e segnala una novità nel panorama della pedofilia on line: la Libia come nuovo 'paradiso' per i domini web in questo triste settore. Attiva da oltre 20 anni a difesa dell'infanzia, l'associazione Meter, guidata da don Fortunato Di Noto, è molto preoccupata non solo per le dimensioni del fenomeno, che tra l'altro sempre di più colpisce neonati e bambini fino ai 2 anni, prendendo così i connotati di 'infantofilia'; ma anche per l'affermarsi di una cosiddetta 'pedofilia culturale', ossia la proliferazione di siti in cui l'abuso sui minori viene presentato come una "libera scelta" che "aiuta a crescere i bambini".

I dati del dossier 2010 sono stati resi noti mercoledì 16 marzo nel corso di una conferenza stampa organizzata presso la Radiovaticana, aperta dal direttore dell'emittente radiofonica e portavoce vaticano, padre Federico Lombardi. "La questione degli abusi è stata al centro di molti dibattiti e ha toccato anche la Chiesa, per motivi che sono noti", ha detto Lombardi, riferendosi ai casi di sacerdoti pedofili che hanno molto colpito l'opinione pubblica. "Ma la Chiesa - ha aggiunto – è soprattutto impegnata in una lotta a tutto campo contro la pedofilia, come dimostra anche l'attività di Meter".

Tra il 2003 e il 2010 l'associazione ha monitorato 689.394 siti, 65.056 dei quali sono stati segnalati alle polizie di tutto il mondo e in particolare alla polizia postale italiana. Solo lo scorso anno - ha spiegato don Di Noto - sono stati individuati 13.766 tra siti interne, social network, servizi di scambio files foto e video con contenuto pedofilo, contro i 7.240 del 2009, con una crescita pari quasi al 100%. I riferimenti italiani, iscritti in sociale network e simili, sono passati da 51 a 65. Per quanto riguarda i domini e i paesi in cui sono allo allocati i server che gestiscono i siti, nel 57% dei casi si tratta di paesi europei, seguiti dall'America (38%), dall'Asia (4%), dall'Africa (0,4%) e dall'Oceania (0,27%). Per l'Africa il 100% dei siti segnalati e' in Libia, che Meter indica infatti con un nuovo 'paradiso pedo'. Per l'America il 94% dei siti fa capo invece agli Usa, in Asia domina Hong Kong con il 50,1%, mentre in Europa il 99% e' in Russia e il restante 1% e' diviso tra Italia, Liechtenstein, Ucraina, Romania, Slovacchia, Germania, Olanda, Grecia e Belgio.

Un aspetto positivo arriva dai social network, con una diminuzione della presenza di pedofili legata probabilmente ai maggiori controlli: le segnalazioni alla polizia postale sono passate da 851 nel 2009 a 315 nel 2010. Crollo la circolazione di video (quelli segnalati sono passati da 2.607 a 896), mentre non arretra il fenomeno del peer to peer, ossia lo scambio interpersonale di materiale: 209 i file segnalati contenenti ben 111.962 tra immagini (99%) e video (1%) di bambini abusati.

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