Adro, consiglieri comunali al lavoro anche il 17 marzo

La convocazione del Consiglio comunale di Adro del 17 marzo
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Il sindaco leghista Lancini convoca d'urgenza il Consiglio comunale: la seduta si terrà il giorno della festa nazionale per l'Unità d'Italia. La minoranza denuncia l'"ennesima provocazione" dopo la scuola tappezzata di Soli delle Alpi. LE FOTO

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La scuola di Adro: le foto della protesta - le foto della scuola - la rimozione dei Soli

di Greta Sclaunich

Due manifestazioni al mattino (stessa ora, ma percorso inverso) e un Consiglio comunale convocato d’urgenza con un giorno e mezzo di anticipo alla sera: il 17 marzo, malgrado sia stata proclamata festa nazionale, l’agenda politica del Comune di Adro non si ferma. “Per me è un giorno come un altro” dice a Sky.it il sindaco leghista Oscar Lancini, già finito al centro delle polemiche qualche mese fa per aver tappezzato di Soli delle Alpi (poi rimossi) il nuovo polo scolastico del centro del Bresciano.
“Non è mica vietato dalla legge lavorare, in quanto sindaco presenziare al Consiglio comunale e andare alla manifestazione fa parte del mio lavoro. Le polemiche non mi toccano”, spiega Lancini. Non lo hanno toccato quelle scoppiate nei mesi scorsi per i 700 Soli delle Alpi presenti nel polo scolastico inaugurato a settembre e intitolato all'ideaologo della Lega Gianfranco Miglio. Né quelle per non aver esposto il tricolore il primo giorno di scuola. E neppure quelle per aver precluso la mensa della scuola a 42 bambini le cui famiglie non avevano saldato le rette, nell’aprile scorso.

Il Consiglio comunale del 17 marzo è stato convocato d’urgenza nel pomeriggio del 15 marzo, con poco più di un giorno di anticipo. “Lo prevede la legge – sostiene il sindaco – le convocazioni d’urgenza del consiglio vanno comunicate con non più di 24 ore di anticipo”.
L’ordine del giorno? “Approvazione dei verbali della precedente seduta consiliare del 30.12.2010”, “individuazione ed adozione di piani di recupero residenziale” per la cascina di Pontoglio e per un edificio in via Tullio Dandolo, “abrogazione regolamento per l’erogazione di un contributo economico alla famiglia per i nuovi nati ed i minori adottati” e “abrogazione regolamento fondo integrativo comunale affitto”. Tutti argomenti che Lancini, al telefono, conferma di ritenere così importanti da meritare una convocazione d’urgenza del Consiglio.
“Non è la prima volta che Lancini usa questo metodo. E’ successo, per esempio, che convocasse d’urgenza il Consiglio al venerdì pomeriggio per il lunedì: con il Comune chiuso era impossibile consultare gli atti e documentarsi prima della seduta”, racconta Marino Gandossi, esponente del Pdl che, ad Adro, fa parte della minoranza. Minoranza che, nella mattina del 16 marzo, ha inviato una lettera al Prefetto di Brescia “per segnalare quest’ultima convocazione, che consideriamo l’ennesima provocazione”.

Oltre alla convocazione, nella lettera al Prefetto la minoranza contesta al sindaco anche la commemorazione dei fratelli Dandolo prevista per la mattina del 17 marzo.
Per ricordare i due fratelli, eroi risorgimentali, l’amministrazione comunale ha organizzato un corteo che partirà alle 10 dal cimitero di Adro, sosterà davanti al monumento dei caduti e si concluderà in Comune con una conferenza e un rinfresco. Sempre alle 10, ma dal Comune, partirà invece il corteo per festeggiare i 150 anni dell’Unità d’Italia: l’Anpi (Associazione nazionale partigiani), che lo organizza, ha previsto una sosta davanti al monumento dei caduti e la conclusione nel cimitero del paese. Lancini sostiene che la colpa non è dell’amministrazione comunale ma dell’Anpi, che “ha rifiutato di organizzare un corteo insieme”. Sul sito del Comune, intanto, è comparso il programma della manifestazione in onore dei fratelli Dandolo. Se in fondo è specificato, in maiuscolo e sottolineato, che “tutta la popolazione è caldamente invitata ad esporre il tricolore”, al momento dell’alzabandiera è specificato che sarà osservato il silenzio. E l’inno italiano? “Non so quale repertorio la banda Puccini ha intenzione di suonare – sottolinea il sindaco – La scelta dei brani non è di mia competenza: ogni 25 aprile suonano “O bella ciao”, mi dà fastidio ma non posso farci niente”.

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