Yara, "non c'è ancora nessuna pista privilegiata"

Fiori sul luogo in cui è stato ritrovato il corpo di Yara
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Nel corso di una conferenza stampa il procuratore di Bergamo ha fatto il punto sull’omicidio della 13enne di Brembate: “E’ stata uccisa subito dopo la scomparsa, ma i Dna trovati non appartengono a nessuno dei profili che avevamo nel database”

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“Yara è stata uccisa subito dopo la scomparsa”. Questa è l’unica certezza, il resto rimane un mistero. In una conferenza stampa il procuratore capo di Bergamo, Massimo Meroni, ha fatto il punto sulla vicenda della ragazza sparita da Brembate e ritrovata, senza vita, lo scorso 26 febbraio. Per il procuratore, gli aggressori di Yara Gambirasio sarebbero "almeno due". Il magistrato ha confermato che, sul corpo della ragazzina, sono state trovate tracce di dna sia maschile che femminile. Le tracce non sono stati rinvenute sulla batteria del cellulare, com'era stato detto, ma sui guanti da donna che Yara aveva in tasca. "Due profili - ha confermato - che non appartengono alla bambina, ai familiari e al resto dei dna che avevamo nel database". Niente di sicuro invece sul punto in cui Yara è stata sequestrata e nemmeno sul fatto che l'aggressore viva nella zona del ritrovamento, anche se, ha osservato il procuratore, "visto il luogo in cui la bambina è stata trovata, è presumibile che chi ha compiuto il gesto conosca molto bene quel luogo". "La pista del furgone bianco non è particolarmente privilegiata - ha aggiunto -, è solo una delle tante segnalazioni che ci sono arrivate".

Non c'è un novero di persone su cui concentrare le indagini, ha spiegato ancora Meroni rispondendo a una domanda di un giornalista. Mentre per quanto riguarda i segni ritrovati sul corpo sarebbe da escludere la pista esoterica: "I segni - ha spiegato – si trovano in basso, verso la vita ma non direi che compongano un disegno specifico, sembrerebbero casuali. Non sembrano lesioni legate ad una difesa da parte della bambina, sembrano fatti con un'arma da taglio ma non siamo in grado di dire di che tipo esattamente".

Prima di concludere la conferenza stampa, il procuratore si è sfogato con i giornalisti presenti in procura: "Si è oltrepassata la misura. Non è possibile andare avanti per mesi sentendo chiacchiere pubbliche fondate sul nulla”. "Siamo - spiega - di fronte ad una tragedia che ha delle persone vive che soffrono. In questo caso non se ne è tenuto conto. Mi spiace - ha concluso - veramente".

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