Casa di Montecarlo, archiviazione per Fini e Pontone

Il presidente della Camera Gianfranco Fini
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La decisione del gip di Roma sulla vicenda diventata un caso politico e mediatico. Soddisfatti gli avvocati del presidente della Camera. Polemico Storace: “Così si stabilisce che non è reato vendere sottocosto il bene di un’associazione che si presiede”

Il gip di Roma ha deciso di archiviare l'indagine sul presidente della Camera Gianfranco Fini per la compravendita di una casa a Montecarlo, appartenuta ad Alleanza nazionale e diventata la scorsa estate un caso politico e mediatico. Lo riferiscono fonti giudiziarie. Il gip Carlo Figliolia, accogliendo in pieno le richieste della Procura, ha deciso di archiviare l'inchiesta che vedeva indagati per truffa Fini e il senatore Francesco Pontone, ex-tesoriere di An, "non essendo stato ravvisato nella vicenda alcun reato".

La Procura capitolina aveva chiesto a ottobre l'archiviazione dell'inchiesta, nata dalla denuncia di alcuni esponenti del partito La Destra di Francesco Storace, che si sono opposti alla richiesta di non procedere sul caso. La vicenda era stata rilanciata in estate da quotidiani vicini al premier Silvio Berlusconi (come Il Giornale), secondo i quali l'appartamento a Montecarlo sarebbe stato venduto a un prezzo molto inferiore a quello di mercato in una transazione pilotata dal cognato di Fini, Giancarlo Tulliani.

"E' una decisione giusta e assolutamente conforme a diritto, decisione che accogliamo con piena  soddisfazione". E' quanto dichiarano gli avvocati Giuseppe Consolo e Francesco Compagna, difensori del presidente della Camera, Gianfranco  Fini, dopo la notizia.

Di diverso umore invece Francesco Storace, segretario de La Destra:  "Dice il mio portiere che la legge è uguale per tutti. Ma credo che stia cambiando città, regione, paese". "Spero di non dovermi beccare la solita querela dagli incriticabili giudici di questo paese - scrive il segretario de La Destra - ma è davvero da lasciare senza fiato la sentenza del gip Figliolia sulla casa di Montecarlo: archivio. E' lì che finisce una storia che ha indignato tutti tranne i faziosi. Da oggi, 14 marzo, si stabilisce che non è reato vendere sottocosto il bene di un'associazione che si presiede, qual è un partito. Si stabilisce che è normale che un partito venda a società offshore un bene che possiede frutto di una donazione. Si stabilisce che è inutile frignare se quel bene, donato per 'la buona battaglia' finisce nella disponibilità del cognato di chi guida il partito".

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