C-day, tricolore e polemiche

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Sotto accusa le parole del procuratore aggiunto Ingroia, che dal palco di Roma ha definito controriforma quella della giustizia. Il Giornale: "Questo magistrato deve andarsene". Guerra di cifre sui numeri della manifestazione

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Letture di articoli della Carta, cortei, sventolio di bandiere tricolori, flash mob, bambini con orecchie d'asino, canti: è il C-day, la mobilitazione "A difesa della Costituzione, se non ora quando?", che sabato 12 marzo ha pacificamente invaso le piazze di cento città italiane con presidi anche all'estero. Un milione secondo gli organizzatori, 43 mila secondo le Questure, le persone che hanno manifestato.

In piazza per difendere la Carta - La manifestazione a piazza del Popolo - la stessa della mobilitazione per la dignità delle donne del 13 febbraio - si è conclusa al grido di "E' viva la Costituzione" e con l'inno di Mameli cantato da migliaia di persone. Non sono mancati i "cartelli umani", uomini e donne sandwich ognuno dei quali ha "adottato" un articolo della Carta. E c'erano anche una ventina di bambini con orecchie d'asino in cartone per protesta contro i tagli alla scuola. In una piazza stracolma, la folla ha osservato un minuto di silenzio per le vittime del terremoto in Giappone. Molti gli artisti che sono intervenuti, e tra loro Giulio Scarpati, che ha annunciato uno sciopero generale della cultura entro la fine del mese.
Tante le città coinvolte nella protesta. A Milano, il premio Nobel Dario Fo ha ironizzato sul "cerottone" con cui il premier è stato visto dopo la sua operazione al viso. A Bologna, hanno sfilato in diecimila senza bandiere di partito e tutti a sostegno della scuola. A Firenze, piazza della Signoria è stata invasa da oltre 8 mila persone con bandiere tricolori e cartelli a difesa della scuola pubblica, oltre a richieste di dimissioni di Berlusconi. A Napoli in centinaia hanno manifestato a piazza Plebiscito mentre a Posillipo un gruppo di persone si e' tuffato in mare al grido di "Viva l'Italia". A Genova sono stati distribuiti panini con dentro, al posto del prosciutto, poesie. A Torino è scesa in piazza anche l'orchestra del Teatro Regio, che ha suonato l'inno di Mameli per i circa duemila manifestanti in piazza Castello. A Padova, duemila persone in corteo e flash mob degli studenti medi. A Trieste, 300 persone in piazza con elmetti bianchi "di salvaguardia". Manifestazioni anche in Sicilia, Sardegna, Calabria, Basilicata, Puglia.

Polemica per l'intervento del pm Ingroia - A Roma, dal palco di piazza del Popolo, è intervenuto anche il procuratore aggiunto Antonino Ingroia, che ha definito "controriforma" quella della giustizia, attirandosi le critiche del Pdl.
Ingroia ha sottolineato l'importanza di una presenza in piazza "così massiccia e impressionante" e riferendosi alla riforma voluta dal governo ha aggiunto: "Se dovesse passare, avremmo uno stato di diritto azzoppato, sfigurato nei suoi principi fondamentali così come disegnati dai padri costituenti. Ciò che è veramente in gioco è l'uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, che non sarebbe garantita nel momento in cui il potere giudiziario venisse schiacciato da quello politico".
Nessun commento alla sortita del magistrato da parte del premier Silvio Berlusconi, che però sabato 12 marzo in un messaggio a Promotori della Libertà è tornato a parlare di Giustizia affermando: "Bisogna evitare la dittatura dei magistrati".
Diretto al pm, invece il commento di Fabrizio Cicchitto, che ha parlato di "appropriazioni indebite" del giorno della Costituzione, e quello di Jole Santelli (vicepresidente dei deputati del Pdl), secondo la quale "se Ingroia voleva porgere un esempio evidente del perché molti temono una magistratura politicizzata e di parte, temo che l'abbia fatto".
la polemica, però, trova spazio anche in edicola. La prima pagina di domenica 13 marzo del quotidiano il Giornale, diretto da Alessandro Sallusti, è infatti dedicata al pm:"Questo magistrato deve dimettersi" è il titolo dell'articolo a firma di Anna Maria Greco. E ancora: "Il procuratore aggiunto di Palermo Ingroia protagonista al Costituzione-day, la manifestazione di sinistra contro il governo: 'Con questa riforma è a rischio lo Stato di diritto'. Ormai è ufficiale: i magistrati non si preoccupano più di apparire imparziali".


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