Gioielli, case, regali e avvocati: le spese di Berlusconi

1' di lettura

Il Corriere della Sera riporta le presunte cifre dell’estratto conto del premier finito agli atti dell’inchiesta Ruby. Cento mila euro sarebbero stati dati ad Angela Sozio, ex del Grande Fratello. Ghedini: “Palese violazione della privacy”

Guarda anche:
Caso Ruby: vai allo speciale
Berlusconi, da Veronica Lario a Noemi: tutte le foto

Pagamenti per 34 milioni per avvocati, case, ragazze e regali. Sarebbe questo l’estratto conto del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi finito agli atti dell’inchiesta Ruby. Lo riporta il Corriere della Sera in un articolo pubblicato mercoledì 9 marzo (guarda la rassegna stampa), in cui vengono elencati dettagliatamente i pagamenti partiti nel 2010 dal conto del premier gestito dal ragionier Spinelli, di cui erano già emerse alcune indiscrezioni.

Ed ecco che ai “562 mila euro già noti come regalo a 14 ragazze giovani e formose” si aggiungono nuove cifre. Come i 100 mila euro che sarebbero stati dati come “una tantum” ad Angela Sozio, la rossa del Grande Fratello. Ma “l’estratto conto totale del premier, fuori da profili di reato, segnala spese spicciole di ben altro spessore” scrive il Corriere. “La cifra che di primo acchitto incuriosisce, sebbene piccola rispetto ad altre, è il bonifico di 24.960 euro al costituzionalista Nicolò Zanon” (poi eletto al Csm dal Parlamento) per un parere pro-veritate. Ma spiccano anche i soldi spesi per le case (675 mila euro per il Castello di Paraggi e 900 mila per la villa ad Antigua). Le tabelle bancarie riportano anche altre curiosità, come i 70 mila euro donati per il restauro della parrocchia del cugino a Lomazzo, i 200 mila dati alla squadra di Rugby de L’Aquila, o i 40 mila del regalo di nozze della sua segretaria.

Cifre che hanno subito scatenato la reazione del legale del presidente del Consiglio. "Anche oggi il Corriere della Sera pubblica alcuni atti processuali del tutto inconferenti rispetto alle indagini e in palese violazione della privacy del presidente Berlusconi. Non si comprende come spese personali e familiari possano essere oggetto di cronaca giornalistica collegandoli artificiosamente al processo Ruby. A ciò si aggiunga che, non essendovi stato alcun controllo giurisdizionale su quei documenti, essendo penalmente irrilevanti, ne' un controllo da parte del giornale che si è limitato a collegare cognomi e cifre, è facile incorrere in palesi errori" afferma in una nota Niccolo' Ghedini. E aggiunge: "La somma che con grande evidenza viene riferita all'avvocato Niccolò Ghedini ad esempio, è del tutto erronea non avendo mai ricevuto alcun versamento da parte del presidente Berlusconi. Ed infatti si tratta della parcella emessa dallo studio legale associato Ghedini, di cui non fa parte l'avvocato Niccolo' Ghedini, e che ricomprende l'avvocato Vittoria Nicoletta Ghedini, l'avvocato Luisa Ippolita Ghedini e l'avvocato Elena Dalla Costa. Tale parcella era stata emessa per la nota causa di separazione. A parte i grandi vincoli di affetto e di stima che mi legano alle mie sorelle, non vi e' alcuna cointeressenza, ne' diretta ne' indiretta, di carattere economico nella professione, ma un regime di totale divisione che prevede solo l'utilizzo comune degli spazi presso lo studio di Padova che fu di nostro padre. Era sufficiente quindi una banale verifica anche telefonica per evitare di pubblicare con grande risalto una notizia totalmente sbagliata".

Leggi tutto