Sanità, scadute (e non sostituite) tre milioni di tessere

Una tessera sanitaria standard. La Ts-Cns, che è anche Carta nazionale dei servizi, ha un colore diverso e, soprattutto, il microchip
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Gli abitanti di due intere regioni, Sardegna e Calabria, hanno una carta non valida. Le nuove, che sarebbero dovute arrivare a casa, non sono ancora state emesse. E chi va all’estero rischia di rimanere scoperto

di Valeria Valeriano

Tutti gli italiani dovrebbero averla sempre in tasca. Alcuni di loro, però, forse non si sono accorti che è scaduta: oltre tre milioni di cittadini, secondo alcune stime ufficiose, gli abitanti di Sardegna e Calabria più altre persone sparse per il Paese, ne hanno nel portafogli una non valida. Parliamo della tessera sanitaria. In circolazione ce ne sono circa 60 milioni. Hanno una durata di sei anni. Per rinnovarle non serve fare nulla, arrivano direttamente a casa qualche settimana prima della scadenza. O almeno dovrebbero.
Nella consegna delle nuove carte, infatti, si stanno registrando dei ritardi. In alcune regioni si tratta di pochi casi legati a problemi di spedizione, in altre la situazione è decisamente più critica. “In Sardegna e Calabria non è che le nuove tessere non sono state inviate, è che non sono ancora state emesse”, dicono dal call center dedicato proprio alla tessera. E nessuno si sbilancia su quanto ancora c’è da aspettare. Nemmeno l’Agenzia delle Entrate, che cura la distribuzione delle carte e che nel 2010 ne ha sostituite oltre 23 milioni, sollecitata da Sky.it, ha voluto fare previsioni.

Consegnate a partire dal 2004, le tessere sanitarie riportano i dati anagrafici e il codice fiscale del titolare. Garantiscono ai cittadini l’assistenza sanitaria in Italia, nei Paesi dell’Unione Europea e in Norvegia, Islanda, Svizzera e Liechtenstein. Cosa si rischia se sono scadute? Poco in patria, molto fuori. Le carte rimangono sempre valide come codice fiscale. Nessun problema, quindi, quando si va in farmacia. Discorso diverso per visite ed esami: in questi casi le tessere non hanno più valore ma, dato che le strutture sono state avvisate del ritardo, dovrebbero essere accettate se accompagnate dal libretto sanitario.
Problemi invece se si va all’estero: lì le carte scadute non vengono prese in considerazione e nessuno fa eccezioni.
Prima di partire meglio andare nella propria Asl e farsi rilasciare (dovrebbe avvenire a vista) il certificato sostitutivo della Team (tessera europea di assistenza per malattia). Per non rischiare di ritrovarsi in un paese straniero senza coperture mediche, quindi, uno studente o lavoratore fuorisede, per esempio, farebbe bene a controllare la scadenza della sua tessera e, nel caso, organizzare, oltre al viaggio all'estero, anche una capatina nel comune di residenza.

Il problema nasce nel passaggio dalle tessere cosidette standard a quelle con il microchip. Calabria e Sardegna, insieme alla Valle d’Aosta, alle Province autonome di Trento e Bolzano e ancora prima a Lombardia, Sicilia, Toscana e Friuli Venezia Giulia, hanno infatti adottato le Ts-Cns: tessere sanitarie che, dotate di microchip, svolgono anche la funzione di Carta nazionale dei servizi e, se attivate, consentono l’accesso ai servizi in rete della pubblica amministrazione.
Proprio l’adeguamento al nuovo sistema sarebbe alla base dei ritardi nella produzione e distribuzione delle tessere. Il risultato è che due intere regioni, Sardegna e Calabria, si ritrovano “fuori legge” e oltre tre milioni di persone “scoperte”.

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