Lampedusa: Tina, tedesca in fuga con gli immigrati tunisini

Tina Rothkam, 40 enne tedesca, è fuggita dalla Tunisia insieme alla figlia di 9 anni a bordo di un barcone di migranti
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La donna, 40 anni, ha lasciato il Paese del Nord Africa insieme alla figlia di 9 anni avuta con un uomo tunisino, da cui poi si è separata. Alla bambina era stato infatti imposto il divieto di espatrio. IL VIDEO

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Ha lasciato la Germania su un aereo, è tornata in Europa con la sua bambina attraverso il percorso più impervio: un barcone di immigrati partito dalle coste tunisine per approdare, come tanti altri, a Lampedusa. Tina Rothkamm, 40 anni, originaria di Monaco, e sua figlia, di nove, hanno deciso ad agosto scorso che non c'era altro modo per sfidare il divieto di espatrio imposto alla bambina, avuto con un uomo tunisino da cui poi la donna si è separata.

L'uomo, dopo la separazione dalla moglie tedesca, aveva portato con sé la figlia, impedendole che la madre potesse condurla con sé in Germania. "Sono felice - ha detto Tina , improvvisando una conferenza stampa in un hotel di Lampedusa, dove è stata trattenuta insieme alla figlia dopo avere passato la mattinata al Centro di accoglienza -, stiamo imboccando una nuova strada per trovare fiducia nel futuro".

La donna ha detto che "non è stato facile prendere questa decisione, ma dopo che più volte ci hanno respinti alla frontiera tunisina, nonostante i documenti in regola, anche i miei avvocati mi hanno detto che non c'era altra possibilità legale per andare via dal Paese".

Tina, sorridente, con accanto la bimba, "che parla arabo e mi ha fatto da interprete", dice di non aver mai avuto paura durante la traversata: "Siamo stati venti ore su una barca con oltre cento persone, e tutti sono stati estremamente gentili con noi. L'unico rischio che correvamo era quello il naufragio, ma dei miei compagni di viaggio mi sono sempre fidata".

La donna, che in Germania ha un altro bambino di un anno e mezzo, non ha risparmiato aggettivi per descrivere la sua odissea in Tunisia: "La corruzione è terribile, ho provato in tutti i modi a percorrere le vie legali, ma mio marito aveva tali e tante aderenze con il potere, che per me non è stato mai possibile varcare il confine".

Così, dopo una lunga odissea giudiziaria, la donna ha capito che non c'era altra soluzione che imbarcarsi su una "carretta" carica di migranti. "Per la traversata ho dovuto pagare - racconta - ma non un euro in più degli altri compagni di viaggio". E alla domanda quale sia il prezzo per raggiungere l'Europa ha detto: "Voi lo sapete".

Nei riguardi dell'ex coniuge, un medico che per alcuni anni ha lavorato in Germania, prova rabbia ma non odio: "Ho detto a mia figlia che deciderà lei se e quando rivederlo". Eppure "il mio ex marito mi ha messo dietro un detective e mi ha anche rubato il passaporto".

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