Lampedusa, la storia di Ismail: da clandestino a interprete

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Mentre continua l'emergenza sbarchi, la testimonianza a SkyTG24 di chi è riuscito a trovare una nuova vita, mettendosi alle spalle un passato di violenze, stenti e prigionia: “Ma mi manca ancora la mia famiglia”. VIDEO

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37 anni, un passato da "clandestino", un presente da traduttore nel Centro di accoglienza nell'isola: mentre gli sbarchi proseguono ad un ritmo costante (gli ultimi sono avvenuti nella notte tra il 7 e l'8 marzo) , a SkyTG24 Ismail racconta la sua (fortunata) storia in Italia, iniziata nel 2008, in un altro periodo di piena emergenza.
"Quando sono sbarcato a Lampedusa, ho sentito una nuova vita, un posto per dormire, una scheda telefonica per chiamare la mia famiglia. Di sicuro, non dimenticherò mai questo luogo".

Fuggiva dalla Somalia, Ismail, ma aveva già conosciuto il carcere libico. Una storia fortunata, culminata con un permesso di soggiorno e con l'assistenza ai connazionali arrivati in Italia. Ma che manca ancora di un tassello essenziale: la famiglia e i due figli di 7 e 11 anni.
Ismail li li sente tutti giorni. E aggiunge: "La prima domanda che mi fanno è come possono arrivare in Italia".

Intanto, continuano gli sbarchi in Italia. In poco più di due mesi sono arrivati quasi 8mila migranti (la stragrande maggioranza a Lampedusa), praticamente quanti - ha notato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni - ne sono arrivati nell'intero 2010.

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