Strage di Viareggio: al via l'udienza. Assenti gli indagati

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Iniziato l'incidente probatorio in cui si confrontano i periti delle due parti. In Aula non si presentano i 38 accusati, tra cui i vertici delle Ferrovie. Il sindaco: "Una mancanza di rispetto". LE TESTIMONIANZE DEI FAMILIARI DELLE VITTIME

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Le 'persone offese' sono 349; 38 gli indagati. Poi ci sono i periti, i magistrati, gli avvocati. Insomma, sulla carta, più di 400 persone. L'aula, non a caso, è stata allestita in un centro congressi a Lucca. I familiari delle vittime hanno noleggiato un pullman. Dopo l'invio degli avvisi di garanzia, a dicembre, è cominciata lunedì 7 marzo la maxiudienza dell'incidente probatorio sulle perizie in relazione alla strage di Viareggio. Il gip ha convocato tutti al centro Lucca Fiere.

Al via la maxiudienza - Nel primo appuntamento l'affidamento dell'incarico ai periti del gip e l'individuazione di ciò che dovranno appurare con gli accertamenti irripetibili, durante i quali saranno vivisezionati e analizzati - quindi distrutti - i componenti del treno deragliato e della ferrovia teatro dell'incidente. Il giudice deve anche fissare tempi e luogo - probabilmente l'officina di un'industria - in cui si svolgeranno le perizie, alla presenza dei consulenti delle parti.

Assenti in aula gli indagati - "Sarebbe stato un atto di rispetto se gli indagati si fossero presentati in aula" ha detto il sindaco di Viareggio, Luca Lunardini (Pdl), commentando l'assenza dei 38 indagati all'udienza per l'affidamento dell'incidente probatorio per la strage ferroviaria di Viareggio, in corso alla Fiera di Lucca. La conferma dell'assenza degli indagati arriva anche dal  procuratore capo di Lucca, Aldo Cicala. "Non li conosco  personalmente, mi hanno detto che non ci sono - ha detto il magistrato parlando con la stampa a margine dell'udienza - Ci sono i rappresentanti delle famiglie e degli enti locali", in tutto 349 parti offese.

"Con tutto il rispetto per la città e per quanto è accaduto, oggi c'era l'inizio dell'incidente probatorio, che è  un luogo per periti e avvocati, non so a cosa si riferisse il sindaco", ha replicato  l'amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti,indagato per omicidio colposo.

Processo nell'estate del 2012 - "La seconda udienza della perizia sarà tra fine luglio e metà ottobre. L'udienza  preliminare è prevista per il gennaio-febbraio 2012. L'inizio del  processo sarà alle soglie dell'estate 2012 e il primo grado potra'  terminare a fine 2012, inizio 2013". Lo ha detto il presidente del Tribunale di Lucca, Gabriele Ferro, a margine dell'udienza per l'affidamento dell'incidente probatorio per la strage ferroviaria di  Viareggio del 29 giugno 2009.
"E' chiaro che ci sarà un processo - ha sottolineato il magistrato - e  che qualcuno dovrà spiegare quel che è successo. Immagino che ci  saranno dei rinvii a giudizio".

La strage - Alle 23.48 del 29 giugno 2009, per la rottura di un asse, un convoglio ferroviario che trasportava gpl deragliò mentre attraversava la stazione di Viareggio. Quattro cisterne si ribaltarono. In una si aprì uno squarcio di 40 centimetri, da cui uscì il gas. Tre minuti dopo, le esplosioni che devastarono un intero quartiere e uccisero 32 persone.

Le indagini - Dopo mesi di indagine, la procura di Lucca ha indagato i vertici delle società del gruppo Ferrovie dello Stato, fra cui l'ad Mauro Moretti, i responsabili dell'azienda proprietaria del convoglio, la Gatx Rail, e delle ditte in cui venne revisionato e montato l'asse che si spezzò provocando il deragliamento del treno: la Jugenthal di Hannover e la Cima Riparazioni di Mantova. Fra le accuse, disastro ferroviario e omicidio colposo.
Sulla causa del deragliamento non ci sono dubbi: un asse criccato, cioè fratturato, che si spezzò. Su questo aspetto le accuse si concentrano soprattutto - ma non per questo esclusivamente - sulle ditte proprietaria e di revisione/montaggio. La battaglia, finora, ha riguardato la causa dello squarcio sulla cisterna. Secondo Rfi, controllata di Fs, fu provocato dall'impatto con un componente 'indispensabile' dello scambio, la 'deviata a zampa di lepre'. Questo può indicare una mancanza di responsabilità di Fs. Per i periti della procura - polfer e il professor Paolo Toni - invece, la causa fu lo scontro con un picchetto, un elemento che Rfi avrebbe da tempo riconosciuto come pericoloso, individuando alternative. In questo caso, le Fs sarebbero chiamate in causa.
Le perizie contrastanti dei periti d'accusa e difesa sono state alla base di discussione. Al di là di quelli tecnici, però, emergono anche nuovi aspetti 'umani'. Come l'audio delle telefonate dei macchinisti dopo il deragliamento, caricate sul sito de 'Il Tirreno': "C'è la stazione in fiamme, avverti la Protezione civile. Il gas sta bruciando, sono esplosi i carri in stazione penso siano morti tutti".

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