Stupro in caserma, sospesi dall'impiego i tre carabinieri

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Il provvedimento in via precauzionale, dopo la denuncia di una donna a Roma. Il comandante: “Riprovevole, ma l’Arma è figlia di questa società”. Si era invece inventata tutto la ragazza che aveva detto di essere stata violentata in piazza di Spagna

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Sono stati sospesi precauzionalmente dall'impiego per motivi disciplinari i tre carabinieri indagati per violenza sessuale nei confronti di una donna che era stata condotta nelle camere di sicurezza della stazione dell'Arma Quadraro, a Roma, in seguito ad un furto.
La donna, nei verbali (riportati da Repubblica) in cui ha denunciato di essere stata violentatai in caserma, ha detto : "Ero in arresto, non potevo difendermi". "Come potevo essere consenziente se non ero libera? Mi hanno distesa sui tavoli della mensa e hanno cominciato ad abusare di me a turno" ha continuato.

Il comandante: "Fatto riprorevole" - Intanto, in un'intervista sempre a Repubblica, il colonnello Maurizio Mezzavilla, comandante provinciale dei carabinieri di Roma, dice: "A prescindere dalle valutazioni che la magistratura farà in sede penale, quanto è accaduto alla stazione del Quadraro è riprovevole. Il comportamento dei tre carabinieri è stato dissennato". Il comandante dice anche di aver invitato i suoi uomini "a fare una cosa sola: andare dal magistrato e dire la verità. Quale che fosse il costo, perché l'Arma non ha paura della verità”.
"E' stata avviata immediatamente un'indagine interna - ricorda Mezzavilla - i tre militari sono stati deferiti in sede disciplinare" e "hanno raggiunto le nuove sedi cui sono stati trasferiti in attesa di ulteriori decisioni che verranno prese in sede disciplinare".
"Non ho usato la parola mele marce né ho alcune intenzione di minimizzare -rimarca il comandante provinciale dei carabinieri- ma l'Arma è figlia di questa società. I suoi uomini sono cittadini di questo paese e del suo tempo. E questo paese, negli ultimi cinquant'anni, è cambiato molto". "Quel che è accaduto - conclude - non può e non deve sporcare il lavoro che ogni giorno, 24 ore su 24, fanno gli uomini dell'Arma con grande sacrificio e professionalità”.

Manconi: "Impossibile consenso se uno è detenuto" - Le "giustificazioni" avanzate dai carabinieri denunciati da una donna per un presunto stupro in una stazione dell'Arma a Roma sono "inaccettabili" perché "non può esserci consenso se una persona è detenuta". Lo afferma, in una intervista a Repubblica, Luigi Manconi, ex sottosegretario alla Giustizia e presidente dell'associazione A buon diritto. La donna, spiega Manconi, "era doppiamente subordinata" perché "era di fronte a pubblici ufficiali e privata della liberta"'. Dire che lei fosse consenziente, insomma, "più che una giustificazione mi sembra un'ammissione ancora più colpevole. Una giovane donna in cella, socialmente debole, di fronte a tre carabinieri è la più fragile delle vittime. Parlare di consenso è quasi una confessione collettiva".

Finta violenza in piazza di Spagna - Non ha subito alcuna violenza sessuale la ragazza spagnola di 23 anni che aveva denunciato uno stupro da parte di due uomini il 19 febbraio scorso vicino a piazza di Spagna, a Roma. Lo ha ammesso la stessa giovane, risentita ieri dal pm, di fronte alle contestazioni degli investigatori, che avevano riscontrato diverse incongruenze nel suo racconto. E' quanto rende noto la Questura di Roma. La ragazza ha ammesso di aver presentato una falsa denuncia per sottoporsi ad un'adeguata profilassi sanitaria a seguito di un occasionale rapporto sessuale non protetto. La giovane è stata indagata per simulazione di reato.

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