Roba da pendolari: su Facebook i disagi diventano slogan

Una foto presa dalla pagina di Facebook "Robe da pendolari"
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I ritardi, la sporcizia, le carrozze fredde d’inverno e soffocanti d’estate: sul social network gli utenti condividono disavventure , imprevisti, arrabbiature. E li trasformano in “proverbi” per provare a riderci su. GUARDA LE FOTO

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di Chiara Ribichini

“Magie del tempo: in un solo viaggio si riesce a sentire musica, studiare, giocare, leggere, lavorare a maglia, fare i cruciverba, salutare le pecore, disegnare, lavorare al pc, scrivere le tue memorie o la lista della spesa, fare conoscenza, dormire … complimenti sei arrivato a destinazione”. Come è possibile? “Perché si accumulano più ritardi in un mese che giorni di ferie in tre anni”. Sono robe da pendolari. Piccoli spot che raccontano le disavventure, i cliché e i disagi di chi, ogni giorno, è costretto a prendere il treno per raggiungere il proprio posto di lavoro. Slogan raccolti in una fotogallery dal gruppo di Facebook Roba da pendolari, una pagina su cui gli utenti condividono gli imprevisti quotidiani. Tanti viaggiatori scontenti del servizio (secondo una recente indagine di Altroconsumo i pendolari di Trenitalia insoddisfatti sono il 100%) che sfogano le loro arrabbiature e provano a riderci su. Almeno nella vita virtuale.

E’ “un punto di ritrovo, di condivisione, di protesta, per noi che ogni giorno o quasi utilizziamo il treno come mezzo fondamentale di spostamento per studio, per lavoro o semplicemente per viaggiare verso le nostre famiglie o le nostre mete. E ci ritroviamo un servizio disastroso, sporco, caotico, imprevedibile, insicuro, ritardatario all'estremo” si legge nella spiegazione del gruppo. E le lamentele sono un po’ sempre le solite: i ritardi, il riscaldamento o l’aria condizionata non funzionante, la sporcizia. “Casa al calduccio, voi dovete andare in ufficio o a lezione? Tranquilli, ci pensa Trenitalia. Fate un giro sulle nostre carrozze e la febbre è assicurata”. Sullo stesso stile un altro messaggio postato sulla bacheca: “Salire con il raffreddore e scendere con la febbre non ha prezzo”.

Ma c’è anche spazio per chiedere consigli. “Sto valutando un’offerta di lavoro a Firenze. Non so valutare la fatica che potrebbe essere fare avanti e indietro da Pisa” scrive Lia. O per riflessioni “più mistiche”. “La vita è come un viaggio: spesso si sale e si scende, ci sono incidenti, a qualche fermata ci sono delle sorprese piacevoli e a qualcun’altra profonda tristezza”. Oppure: “Viaggiare insieme è come un tango come strade che si incrociano, un po’ d’asfalto, un po’ di fango per due vite che si sfiorano… Cercano viaggio verso qualche cosa che è già dentro di noi”. E non mancano link utili per dare voce alla propria protesta, come quello alla petizione lanciata da Altroconsumo “Siamo uomini o pendolari” per migliorare il servizio di trasporto ferroviario.

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