Una firma per avere una legge contro i caporali

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E’ partita in concomitanza con lo sciopero dei migranti la raccolta di adesioni all’iniziativa di Cgil, Fillea e Flai per introdurre nuove norme contro gli intermediari di manodopera, attualmente puniti solo con 50 euro di multa

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Noi donne dannate nei campi. Vittime di caporali

Le categorie degli edili e dell’agro-industria della Cgil, Fillea e Flai, hanno dato il via martedì 1 marzo alla raccolta di adesioni a sostegno di una legge contro il caporalato e hanno lanciato il sito www.stopcaporalato.it, che contiene la proposta di legge del sindacato, i materiali della campagna, l’agenda delle iniziative sul territorio e il modulo di adesione. L’avvio di questa campagna, presentata poco più di un mese fa al Teatro Ambra Jovinelli di Roma, assume un valore particolarmente emblematico nel giorno della mobilitazione dei lavoratori migranti in Italia promossa dal Comitato “Primo marzo”.

L’appello ha come primi firmatari il Segretario generale della Cgil Susanna Camusso e i Segretari generali di Fillea e Flai Walter Schiavella e Stefania Crogi. Hanno, inoltre, già aderito il Procuratore generale ordinario della Cassazione Pier Luigi Vigna, il Presidente di Libera e Gruppo Abele don Luigi Ciotti, il Presidente della Fnsi Roberto Natale, la direttrice de L’Unità Concita De Gregorio e il portavoce dell’Associazione Articolo 21 Beppe Giulietti.

“Rivolgiamo un appello alle istituzioni, alle associazioni professionali di categoria agricole ed imprenditoriali del settore dell’edilizia, al mondo del volontariato e dell’associazionismo, della cultura, dello spettacolo, dello sport e alle comunità straniere presenti in Italia, ai giovani e agli studenti, alla società civile tutta – affermano i Segretari generali di Fillea e Flai Walter Schiavella e Stefania Crogi – affinché si uniscano a noi per chiedere a gran voce che si approvi al più presto una legge che riconosca il caporalato un reato in quanto tale e che si prevedano pene e sanzioni adeguate alla gravità sociale ed economica in questo crimine, attualmente punito con una misera sanzione amministrativa”. “Sono anni – continuano i due Segretari – che denunciamo l’espandersi di questo fenomeno nei settori dell’edilizia e dell’agro-industria, dove centinaia di migliaia di lavoratori, italiani e migranti, sono sottoposti al ricatto ed allo sfruttamento da parte dei caporali al soldo delle organizzazioni criminali”.

Per Fillea e Flai sono più di mezzo milione i lavoratori sotto ricatto, privati di qualunque diritto, sfruttati e spesso ridotti in schiavitù. In gran parte sono migranti ma la crisi sta riportando nei mercati delle braccia anche i lavoratori italiani, dove una giornata di lavoro ormai si aggira intorno ai 25/30 euro. “La crisi economica sta rendendo questa zona oscura di irregolarità e sfruttamento, di assenza di diritti e di profitti criminali sempre più vasta ed incontrollabile – denunciano i sindacalisti - e possiamo dire con certezza che il fenomeno del caporalato, fino a qualche anno fa endemico solo in alcune zone del Mezzogiorno, oggi è una realtà radicata e strutturata su tutto il territorio nazionale”.

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